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Anteprima Cyberpunk 2077

Esattamente come lo scorso anno, sono stato invitato alla presentazione a porte chiuse di Cyberpunk 2077 all’E3 di Los Angeles. L’hype verso questo gioco cresce ogni giorno di più, soprattutto dopo l’annuncio degli scorsi giorni di Keanu Reeves nei panni di Johnny Silverhand, una vecchia conoscenza del mondo di Cyberpunk.

Prima di cominciare vi consiglio caldamente di recuperare il mio articolo dopo l’hands off dell’anno scorso: quello di quest’anno infatti si ricollega direttamente a quello, introducendo tanti nuovi dettagli aggiuntivi.

Il gameplay mostrato a porte chiuse in questo E3 parte poco dopo il trailer rilasciato qualche giorno fa.

V, il protagonista del gioco, si ritrova con un misterioso chip impiantato nel collo: rubarlo gli è costato tanto, il suo compagno di avvenuture Jackie che abbiamo visto l’anno scorso è morto durante l’operazione e anche lui ha rischiato grosso quando ha provato ad incassare la ricompensa.

 

Il cinematic trailer di questa E3 ci mostra proprio questo preambolo:

 

 

 

 

Bentornato tra i vivi

 

Alla fine del trailer ci risvegliamo in quella che sembra essere una discarica: siamo morti, ma il nostro corpo ha fatto un reboot e ora siamo tornati tra i vivi. Il chip che abbiamo nel collo a quanto pare ha delle proprietà davvero molto, molto particolari.

Non solo: al nostro risveglio ci accoglie Johnny Silverhand, il personaggio interpretato da Keanu Reeves nel gioco. Johnny è il cantante dei Samurai, un famosissimo gruppo rock, ed è scomparso tempo prima. Nella demo dello scorso anno abbiamo visto diversi poster e riferimenti a Silverhand, in particolare ci si chiedeva “dove è finito Johnny Silverhand?” in diverse affissioni e scritte sui muri.

Beh a quanto pare Johnny non è scomparso completamente, almeno non per noi.

 

 

La nuova demo è presentata anche quest’anno da Miles Tost, level designer del gioco. Parte qualche tempo dopo la fine del trailer che abbiamo visto nei giorni scorsi.

Controlliamo questa volta un protagonista maschio: lo scorso anno durante la demo ci avevano mostrato una protagonista femminile, ma il sesso si può scegliere liberamente durante la creazione del personaggio.

Miles ci spiega che V ora è in contatto diretto con Silverhand, e vedremo un suo ologramma parlarci e accompagnarci. Non è ancora chiaro il ruolo di Johnny in generale, ne verrà chiarito nella sessione che abbiamo visto. Per ora rimane una specie di companion virtuale con cui è possibile parlare, ma che vediamo solo noi, sempre e solo come ologramma. Ci darà qualche consiglio e ci accompagnerà nella missione che stiamo per affrontare.

A quanto pare il biochip nel nostro collo contiene il segreto dell’immortalità e, neanche a dirlo, interessa a tante persone. Il nostro obbiettivo è trovare Brigitte, una dei capi dei Voodoo Boys, una delle gang più famose di Night City.

 

 

 

Welcome to Pacifica

 

Ci muoviamo verso Pacifica, uno dei sei grandi quartieri di Night City. Doveva essere una grande area turistica, ma la crisi ha bloccato la costruzione di gran parte delle strutture e quello che rimane oggi sono solo scheletri di grattacieli vuoti e abbandono.

È qui che hanno il loro territorio i Voodoo Boys ed è da qui che parte la nuova demo di Cyberpunk 2077 che sto per vedere.

Prima di continuare ci viene mostrata la creazione del personaggio, leggermente aggiornata rispetto allo scorso anno. Cyberpunk 2077 è un gioco di ruolo a tutti gli effetti e il personaggio è personalizzabile sotto diversi aspetti, quattro in particolare:

Life Path
Body
Appearance
Attributes

Life Path è la storia generale del personaggio, per ora si sono viste queste tre selezionabili: Nomad, Street Kid e Corporate.

Body è il sesso del personaggio, è possibile scegliere tra Male e Female.

Appearance è l’estetica del personaggio, dove è possibile scegliere ogni tratto fisico, dai capelli, al colore degli occhi, da quanto è alto, grasso, magro, etc.

Attributes sono invece le caratteristiche base del personaggio, punteggi per:

Body
Intelligence
Reflexes
Technical
Cool

Levellando si sbloccano punti spendibili negli attributi e per ogni attributo c’è una serie di abilità che è possibile acquistare con un’altra serie di punti che si guadagnano sempre facendo esperienza nel gioco. Insomma, la struttura classica da gioco di ruolo rimane intatta, come piace a noi. Molto bene.

 

 

Torniamo alla nostra quest: dobbiamo trovare questa Brigitte e per farlo siamo venuti nella base dei Voodoo Boys a Pacifica. I Boys hanno una specie di chiesa come facciata alla loro attività, dove predicano il futuro della vita nella rete a centinaia di adepti adoranti, una specie di culto di internet insomma. Arrivati alla chiesa chiediamo in giro e ci viene detto di incontrare un certo Placide, lo troveremo dal macellaio.

Ci viene spiegato che nel 2077 la carne che si consuma è quasi tutta sintetica, la carne vera è roba per ricconi. Troviamo il macellaio e al suo interno Placide, uno dei Voodoo Boys. Tutti gli appartenenti alla gang parla un linguaggio tutto loro, un misto di francese e slang inglese che viene tradotto automaticamente dal nostro sistema interno di traduzione (un chip acquistabile e implantabile da chiunque nel mondo di Cyberpunk).

 

 

 

 

 

 

Placide ci spiega che se voglio incontrare Brigitte devo prima dargli una mano: la gang rivale dei Boys, gli Animals, hanno preso possesso di un grande centro commerciale abbandonato e al suo interno c’è pure uno strano furgone pieno di tecnologia di rete avanzatissima: devo andare li e scoprire chi ha installato quel furgone e che ha a che fare con gli Animals.

Prima di continuare ci fermiamo al volo in un negozio e vediamo velocemente l’interfaccia dei vendor in game: riprende quella classica di Buy / Sell a cui siamo stati abiutati da questo tipo di giochi. Ne approfittiamo per comprarci una giacca in pelle davvero niente male (quella con il collo lato illuminato da neon che si vede nelle immagini promozionali del gioco) e, soprattutto, un nuovo Daemon, un software per Netrunner con abilità particolari.

La novità è infatti che il personaggio che stiamo utilizzando per questa demo è un netrunner di alto livello e ha sbloccato diverse abilità interessanti. Come spiegavo è possibile anche acquistare nuovi “Daemon”, pezzi di malware che sbloccano azioni specifiche in game, solitamente, o almeno in questo caso, utilizzate per attaccare o rendere innoqui gli avversari, attraverso un attacco software invece che con la semplice forza bruta.

Come speravo, cominciano a trapelare i primi dettagli di come funziona la classe del Netrunner, l’hacker del mondo di Cyberpunk 2077. Miles non la manda a dire e ci dice chiaramente che

potremo finire tutto il gioco anche senza mai sparare un colpo di pistola, utilizzando sempre e solo le abilità di Netrunner per avanzare nella storia.

È quello che volevo sentire. Molto bene.

Come vi dicevo, compriamo un malware di attacco, magari ci potrà essere utile in futuro. Carichiamo il nuovo daemon sul nostro Cyberdeck, il dispositivo base che si usa per collegarsi alla rete in Cyberpunk, e siamo pronti a proseguire.

Torniamo da Placide che, dopo un po’ di dialoghi, ci chiede di lasciare che si colleghi alla nostra interfaccia neurale. Non è una richiesta da poco: nel mondo di Cyberpunk quasi tutti hanno installato questo tipo di interfaccia e lasciare che degli estranei si colleghino direttamente ad essa ci rende davvero molto vulnerabili: saranno in grado in pratica di vedere tutto quello che abbiamo installato nel nostro corpo e anche di prenderne il controllo, fino anche ad ucciderci potenzialmente.

In questa parte si vede bene il meccanismo dei dialoghi che sono i classici a scelta multipla, nei quali però alle scelte base si aggiungono anche altre possibilità di risposta in base al Life Path che abbiamo scelto o a certe abilità sbloccate. Insomma se siamo degli Street Kid (come nel caso della demo di oggi) avremo delle risposte in più da dare, più incentrate sul nostro tipo di carattere ed educazione, così come se avremo delle abilità legate all’hacking ecco che quando si parla di questo tipo di argomenti avremo risposte dedicate più specifiche, che aprono le porte a dialoghi nuovi e a nuovi approcci agli NPC del gioco.

Tornando a noi, dopo un po’ di titubanza diamo il permesso a Placide di collegarsi direttamente alla nostra interfaccia neurale ed ecco che entriamo a far parte della subnet dei Voodoo Boys: non un gran vantaggio per noi, che siamo ora un elemento passivo della rete, quanto per Placide che ora può vedere e sentire tutto quello che vediamo e sentiamo noi. La cosa ci sarà utile nella prossima missione in cui ci guiderà tra i diversi ostacoli, in costante collegamento neurale.

Ricordiamo a Placide che stiamo cercando questa Brigitte, ma lui ci dice che la prossima cosa che dovremo fare è andare nella tana degli Animals e scoprire che ci fa li quel furgoncino pieno di tecnologia di rete avanzatissima. Ci lamentiamo un po’ con dialoghi sempre molto azzeccati… ma alla fine cominciamo anche questa nuova quest.

 

 

 

 

 

 

 

È tempo di spaccare culi

 

Usciamo all’aperto e notiamo che è calata la sera su Night City: il sistema che gestisce il giorno e notte mi sembra ancora migliorato rispetto a quanto visto lo scorso anno e Miles ci rispiega ancora come tutta Night City sia un enorme open world liberamente esplorabile.

L’area in cui ci troviamo è solo una piccolissima parte della enorme città realizzata da CD Projekt Red.

Per muoverci questa volta utilizziamo una moto: se l’anno scorso ci avevano mostrato la bellissima auto futuristica diventata subito iconica, la Quadra V-Tech, questa volta siamo a cavallo di una moto che sembra uscita direttamente da Akira: rossa e bellissima, con la radio integrata come nell’auto, dalla quale possiamo scegliere la colonna sonora del nostro viaggio tra le diverse stazioni radio di Night City (avete presete Grand Theft Auto? ecco)

 

 

Mentre sfrecciamo per le strade di Pacifica, Placide ci assiste in collegamento, guidandoci verso il nostro obbiettivo. Raggiungiamo l’enorme centro commerciale che è diventata la sede degli Animals e parcheggiamo la moto in disparte. Placide ci consiglia di passare dal retro e di adottare un approccio più “stealth”. Il gioco ci segnala con la sua interfaccia che stiamo entrando in una “Danger Zone”: si comincia a fare sul serio.

Strisciamo sul retro ed entriamo da una porta secondaria sfruttando le ombre della notte.

C’è un Animal di guardia, aspettiamo sia distratto per arrivargli alle spalle e vediamo le diverse opzioni possibili per stordirlo. In pratica, una volta che sarete abbastanza vicini alla vittima del vostro attacco stealth, il gioco vi mostrerà diverse opzioni che includono la possibilità di stordirlo, di ucciderlo o, in questo caso specifico, di stordirlo e contemporaneamente buttarlo dentro ad un cassonetto, nascondendolo alla vista. Semplice ed efficace.

Siamo dentro. È ora di usare le nostre abilità di Netrunner: vediamo che c’è una telecamera di sorveglianza e da questa possiamo facilmente risalire all’Access Point più vicino del sistema di sicurezza. Il gioco ci mostra delle linee virtuali che collegano i diversi device collegati alla rete e seguendo queste possiamo appunto risalire agli Access Point, terminali che possiamo utilizzare per hackerare il sistema e prenderne il controllo.

Qui vediamo per la prima volta il sistema di hacking del gioco: una specie di puzzle game basato su codici alfanumerici (che mi ricondano moltissimo gli indirizzi di allocazione dell’Assembly, e non è certo un caso) in cui è necessario ricreare le giuste sequenze per sbloccare il sistema e prenderne il controllo. In base alla nostra abilità da hacker e alle protezioni presenti nei diversi sistemi il puzzle sarà più o meno complesso e ci permetterà di sbloccare diversi livelli di controllo sul sistema.

Una volta preso il controllo del sistema ci accorgiamo che c’è anche un altro Netrunner collegato allo stesso sistema. E anche lui si è accorto di noi ovviamente.

Si comincia a giocare sul serio. Lo facciamo presente a Placide che ci dice di non preoccuparci troppo della cosa e di proseguire: dobbiamo arrivare a quel benedetto furgone e capire che ci fa qua. Non siamo tranquilli, ma proseguiamo.

Ci colleghiamo alla camera di sicurezza e la disattiviamo: ora possiamo proseguire indisturbati lungo il corridoio senza che nessuno se ne accorga.

Arriviamo ad una palestra in cui ci sono diversi Animal che si stanno allenando. Uno in particolare è su un ring e sta facendo un po’ di boxe con un robot. Prendiamo il controllo di quel robot a distanza e ne potenziamo moltissimo il pugno, uccidendo con un solo colpo il poveretto che non si aspettava certo un destro del genere.

Dall’altra parte della palestra un altro sta facendo sollevamento pesi: neutralizziamo anche lui collegandoci al bilanciere e aumentando il peso che stava sollevando, schiacciando il malcapitato.

 

 

Miles ci spiega che un Netrunner può potenzialmente finire l’ìntero gioco con le sue abilità da hacker, collegandosi ai diversi sistemi o direttamente ai diversi NPC per neutralizzarli o utilizzarli a suo favore in mille modi diversi. Molto, molto bene.

Ci sono altri due Animals poco distanti e questa volta scegliamo di ucciderli con il nostro Nano Wire, un particolare cavetto che ci esce dal polso che possiamo utilizzare sia per collegarci ai diversi sistemi e persone, sia come arma. Arma peraltro piuttosto letale: da quanto abbiamo visto, se usata come frusta a breve distanza uccide con un colpo solo buona parte dei nemici… adirittura con un sol colpo in questo caso ne uccidiamo due, tagliandoli letteralmente a pezzi.

Le animazioni in questo caso non sono proprio belle, ma subito Miles ci ricorda che il gioco che stiamo vedendo non è finito e che stanno lavorando proprio su tutti questi particolari. In ogni caso tagliare due persone in 7/8 pezzi con un cavetto luminoso che ci esce dal polso e schiocca in aria come la frusta di Indiana Jones mi è sembrata una gran figata… una volta sistemate le animazioni sono certo che questo Nano Wire darà grandi soddisfazioni.

 

 

 

 

 

 

NetWatch: we patrol the Net

 

Arriviamo al famoso van e stendiamo altre due guardie, questa volta a distanza sempre con il Nano Wire: si può lanciare ad una distanza media non per attaccare, ma per collegarci direttamente alle persone e divertirci a controllarle per metterle KO: in questo caso il malcapitato ci stava per lanciare una granata, ma noi prendiamo il controllo delle sue armi e gliela facciamo scoppiare nelle mani prima che possa completare il lancio. Che gusto.

Ci colleghiamo al furgone per capire a chi fa capo e scopriamo che è della NetWatch, la potentissima agenzia governativa che si occupa di contrastare il Cyber Crime e gli hacker come noi. L’hacker collegato al sistema che avevamo scoperto prima ora sa dove siamo e cosa stiamo facendo, va trovato e neutralizzato. Grazie alle nostre abilità da hacker lo individuiamo, ma prima di raggingerlo c’è da fare fuori un altro po’ di Animals che questa volta sono però protetti da una torretta mitragliatrice che non promette niente di buono.

Qui ci viene mostrato come questo tipo di problemi siano risolvibili in tante maniere diverse in base al personaggio che abbiamo scelto di interpretare. La demo che stiamo vedendo ha la possibilità di cambiare la classe del protagonista al volo e passiamo dal nostro V uomo hacker ad una V donna, con impianti cybernetici alle braccia che la rendono super forte. Ritorniamo indietro nel tempo alla scena in cui abbiamo hackerato il sistema e disabilitato le camere di sicurezza.

Invece che proseguire da hacker ora vediamo cosa avremmo potuto fare con un personaggio super forte: sradichiamo la porta di sicurezza, distruggiamo le camere di sorveglianza e ci facciamo largo tra gli Animals a suon di mitra e pugni in faccia spacca crani.

Ritorniamo alla famosa torretta mitragliatrice: ci avviciniamo velocemente e la sradichiamo dalla base, ce la mettiamo sulla spalla e la usiamo per crivellare di colpi tutto quello che si muove nella stanza. Ogni proiettile si infila nei muri e nelle colonne della stanza lasciando enormi buchi, il tutto è realizzato davvero molto bene, tutto quello che è stato modellato per il gioco si può anche distruggere in diverse maniere, dando un realismo davvero soddisfacente a questo tipo di scene. Avessi avuto io in mano il pad, avrei continuato ad usare quella mitragliatrice fino a che non fossero finiti i caricatori, distruggendo tutto per il puro gusto di vedere le belle animazioni create per simulare l’intonaco che cade, le piante che esplodo, i muri che si disintegrano. Che gusto ragazzi.

Proprio ora levelliamo: ottima occasione per mostrarci il sistema di avanzamentro tra i livelli, con punti esperienza e abilità sbloccabili man mano che si avanza nel gioco.

L’interfaccia mostra i Perks Points e gli Attribute Points che vengono sbloccati facendo esperienza: utilizzando determinate abilità o oggeti specifici (ad esempio un particolare tipo di fucile, o un cyberdeck) si sbloccano dei punti che si possono utilizzare per migliorare la una abilità specifica o per sbloccare nuove abilità. Il tutto ha la classica struttura ad albero a cui siamo stati abituati da tanti altri giochi e mi è sembrata, per quel pochissimo che abbiamo intravisto, abbastanza chiara e semplice da utilizzare.

Di questo sistema ho poi parlato nello specifico nella mia intervista ad Alvin Liu (proprio il responsabile della UI del gioco) che uscirà nei prossimi giorni, se siete interessati vi consiglio di recuperarla appena verrà pubblicata.

A questo punto sfruttiamo questa build demo per tornare al nostro personaggio hacker e rivediamo la stessa scena giocata da un Netrunner: invece che sradicare la torretta e usarla a mo’ di Rambo, ne prendiamo ovviamente il controllo a distanza grazie alle nostre abilità da hacker e la utilizziamo per fare fuori facilmente tutte le guardie nei dintorni.

Ritorniamo quindi al problema su cui ci eravamo fermati: va trovato il Netrunner collegato alla rete e va neutralizzato. Lo localizziamo, ma mentre ci muoviamo verso la sua posizione arriviamo ad una stanza in cui c’è Sasquatch, il capo degli Animals. È l’occasione per una bella boss fight e si sceglie di tornare a mostrarci un approccio fisico passando ancora al personaggio forzuto invece che utilizzare l’hacker.

Segue una boss fight abbastanza classica, a suon di smitragliate, coperture e mira verso i sistemi più sensibili del boss, in questo caso particolare un potenziatore nella schiena di Sasquatch che una volta distrutto lo lascia finalmente vulnerabile e ci permette di ucciderlo facilmente e di passare oltre (guadagnando un sacco di esperienza e un bel loot ovviamente)

 

 

 

Doppiogioco

 

Arriviamo finalmente ad una stanzetta in cui si nasconde l’hacker che abbiamo cercato fino ad ora, sfondiamo la porta e lui si arrende quasi subito, presentandosi come Bryce Mosley, agente speciale della NetWatch.

Con una serie di dialoghi ci spiega che siamo finiti in una trappola: la NetWatch è qui per contrastare le due gang rivali e l’agenzia sa che sono stato ingaggiato dai Voodoo Boys solo per danneggiare gli Animals: sono una pedina e verrò probabilemente ucciso una volta che darò a Placide accesso alla rete principale. Inoltre i Voodoo Boys vogliono il chip che ho nella testa e anche la NetWatch vuole saperne di più.

Qui sta a noi scegliere: rimanere fedeli a Placide e ai Voodoo Boys o credere all’agente Mosley e seguirlo nella sua missione di sabotaggio?

In questa demo scegliamo di rimanere fedeli ai Voodoo Boys, neutralizziamo Mosley e ci colleghiamo al sistema principale. C’è un complesso sistema di Daemon installati dalla NetWatch che ora può essere neutralizzato da remoto da Placide attraverso di noi.

Assistiamo passivamente all’operazione.

 

 

Finito di ripulire il sistema però c’è una amara sorpresa: l’agente Mosley aveva ragione, Placide ci ha usato solo per arrivare fino a qui e ora non gli serviamo più. Essendo collegato direttamente alla nostra connessione neurale è facile per lui non solo bloccarci, ma ucciderci istantaneamente.

Ci risvegliamo dopo otto ore nello stesso posto. Di fianco a noi giace Mosley, morto. Siamo sopravvissuti ancora una volta inspiegabilmente, c’è di mezzo sicuramente il misterioso chip che abbiamo impiantato nel corpo. Ricompare l’ologramma di Johnny Silverhand che ci spiega cosa è successo: siamo stati usati, Placide ci ha tradito e ucciso, ma siamo rinati ancora una volta. È ora di vendicarsi.

Torniamo alla base dei Voodoo Boys e le prime guardie che ci vedono non possono credere ai loro occhi: siamo ancora vivi, come è possibile? Ci lasciano passare intimoriti e arriviamo facilmente fino a Placide. Anche lui è incredulo: come puoi essere ancora vivo? ti ho bruciato a distanza!

Stiamo per mettergli le mani addosso per vendicarci del suo tradimento quando improvvisamente entra in scena una donna: è Brigitte, quella che stavamo cercando ad inizio missione. A quanto pare è uno dei capi, perché Placide si fa da parte e lei prende il controllo della situazione.

 

 

 

Nella DeepNet, oltre il Black Wall

 

Noi facciamo buon viso a cattivo gioco e cerchiamo di capire con lei cosa sia il chip che abbiamo nel collo. In particolare vogliamo parlare con la leggendaria Alt Cunningham, la prima netrunner della storia che si è completamente trasferita nel cyberspazio creando una copia virtuale della propria mente, oltre cinquanta anni fa.

Alt è una leggenda tra gli hacker e pare che Brigitte abbia modo di metterci in contatto con lei. La seguiamo e ci porta ad una stanza piena di terminali, diversi netrunner sono all’opera su un mega sistema.

 

Brigitte sta per collegarci alla Deep Net

 

A quanto pare questa è DataFortress, la BBS dei Voodoo Boys all’interno della DeepNet del Cyberspazio. Brigitte ci propone di farci entrare nel cyberspazio attraverso una interfaccia neurale avanzata, per riuscire a raggiungere Alt e poter parlare con lei.

Entriamo in una vasca piena di ghiaccio e connessioni, battiamo i denti dai brividi per il freddo e aspettiamo che avvenga la connessione. Il mondo attorno a noi cambia improvvisamente: non siamo più nella stanza fisica di DataFortress, ma in una sua rappresentazione virtuale. Siamo nel Cyberspazio.

Brigitte ci comunica che sta per farci scendere nella Deep Net, oltre il Black Wall. Un’area del cyberspazio dalla quale nessuno è mai tornato indietro vivo.

Saremo noi i primi a riuscirci, magari dopo aver incontrato virtualmente la leggendaria Alt Cunningham?

La demo finisce qui e io ho un esercito di scimmie sulle spalle. Pensare che dovrò aspettare fino al 16 aprile 2020 per giocare questa meraviglia mi distrugge. Il fatto che il 16 aprile 2020 sia il giorno del mio 42mo compleanno addolcisce solo di poco la pillola.

 

Voglio giocarci adesso. E rimanere nel cyberspazio per sempre, come Alt Cunningham.

 

 

 

 

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