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Bonifazio sogna Sanremo: «Sto meglio che nel 2015»



Milano-Sanremo, Bonifazio: «Sto anche meglio dell’anno scorso…»

Diano Marina. Lo sprinter ligure della Trek Segafredo si prepara ad affrontare per la seconda volta la Classicissima, dopo il secondo posto al debutto. Intervista di Valerio Arrichiello


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Diano Marina – Niccolò guarda Bartali, Coppi, Girardengo. Uno accanto all’altro. «Il mio preferito? Forse Coppi, perché sin da piccolo mi dicono che gli somiglio. Solo di faccia, ovviamente…». Un timido sorriso si fa largo nel volto super-concentrato. Bonifazio respira profondo. Sul Capo Berta, tra i busti dei campionissimi, c’è già aria di primavera. “Bonny” si sporge, guarda il mare. E indica un nugolo di case. «Sono cresciuto lì, a Gorleri, entroterra di Diano Marina». Sul Berta invece, ci saliva col nonno. «Venivo a vedere la Sanremo, e sognavo di correrla io».

Desiderio realizzato l’anno scorso. Quinto al debutto, a soli 21 anni, dopo una volata sorprendente e tenace in mezzo ai giganti. E ora eccoci di nuovo qui, con la Classicissima alle porte. Il piccoletto ligure è diventato uomo di mondo. Ha lasciato l’italiana Lampre per l’americana Trek-Segafredo di Cancellara. Ed è andato a vivere a Montecarlo, nel Principato. Ma è qui, nel suo Ponente, che viene a ricaricare le batterie. Da Capo Berta si scivola sul lungomare, per una rapida sosta al bar. «Un’acqua minerale, grazie». Vietato sgarrare. «I sacrifici sono tanti ma, se hai i risultati, pesano meno». Fisico tirato, sguardo quasi assente, come fosse già sul Poggio. «Mi sento al top, ma la vivo con serenità, è la corsa di casa, non c’è nulla di cui preoccuparmi». Il principe di Sanremo è pronto. E chissà che presto non si riscopra re.

Bonifazio, come sta?

«Bene. Alla Parigi-Nizza ho preso un po’ di freddo, ma ho sentito la gamba giusta. A gennaio sono caduto in allenamento ma ho recuperato. Ho sfiorato la vittoria sia in Australia che in Francia e al Laigueglia mi ha fregato una scivolata per colpa di una foratura. La preparazione è stata simile al 2015, ma mi sento anche meglio. Ho un anno in più e ho gestito meglio le energie in allenamento. L’anno scorso ero in leggero calo. Stavolta sono al massimo».

Però stavolta corre con Cancellara, uno dei favoriti.

«E’ in gran forma. Per lui parla il palmares. Ha una grande potenza: dopo sei ore di corsa pedala come se fosse partito da poco, per questo vince tanto».

Obiettivi per sabato?

«Restare davanti sul Poggio, poi si vedrà. La testa conta più delle gambe, inutile sprecare energie stando troppo a pensare. Mi piacerebbe migliorare il quinto posto, ma il team ci dirà la strategie e io le rispetterò. Con la squadra sto crescendo tanto, voglio ripagare la fiducia. Sul Berta ci saranno i miei tifosi, gli do appuntamento lì tra le 16 e le 17, sperando di arrivarci…(ride)».

Il sogno è sempre staccare tutti sul Poggio?

«Sì, ma sarebbe come vincere un milione al Superenalotto».

Lei ha corso con Pozzato, ultimo italiano a vincere la Sanremo: le ha dato qualche consiglio?

«Sì, a volte mi alleno ancora con lui, a Montecarlo dove becco anche Rebellin e Froome. Pippo mi ha dato tanti suggerimenti, soprattutto sull’aspetto mentale, ma, come tutti, preferirebbe vincere lui…».

Rivali più pericolosi?

«Sagan e Matthews. Poi Gaviria ed Ewan che la corre per la prima volta, ma può sorprendere tutti come feci io».

Il ct Cassani ha detto che le augura una carriera “alla Bettini”.

«Magari. Penso di essere un po’ più veloce, ma meno forte in salita. Parlerà la strada. Spero di meritare il paragone».

Il Mondiale in Qatar potrebbe essere adatto a lei…

«Il percorso è piatto ma per ora penso al mio Mondiale di casa. Vedremo le scelte di Cassani. Stimo moltissimo il ct».

Come si avvicinerà alla partenza, sabato?

«Sveglia alle 8, colazione leggera, poi farò le valigie. Pranzo alle 10, ma senza esagerare: 150-200 grammi di pasta, prosciutto e crostata. Non bisogna mangiare come “animali” ma alimentarsi poco e spesso, soprattutto in gara».

La storia dei motorini la preoccupa?

«No, ci sono i controlli. A volte si scatena un tam tam mediatico esagerato, ma sono tranquillo».

Intanto c’è un altro Bonifazio che va in bici…

«Mio fratello Leonardo. Ha ripreso l’anno scorso tra i Dilettanti, ha anche vinto una gara. Spero riesca a passare tra i Pro. Ha doti simili alle mie, un po’ meno veloce, ma sarebbe bello correre con lui, mi potrebbe dare una grande mano».

Un passo indietro: il quinto posto del 2015 è stato il giorno più bello?

«Per ora sì, ero dietro a Kristoff, mica facile superarlo. Ma spero di viverne altri ancora migliori: non mi accontento».

© Riproduzione riservata

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