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Cannabis per tutti. "Gli affari vanno a gonfie vele"

Viareggio (Lucca), 21 marzo 2018 – Diversi bar e tabaccherie della Versilia vendono e promuovono già la marijuana light, che sta andando a ruba: si tratta di buste da collezione (almeno sulla carta) in vendita da 10 a 15 euro con il Thc (il principio attivo) che non supera lo 0,6%, come fissato dalla legge. E in via Rosmini ha aperto Cannabis 4.20, primo negozio specializzato nella vendita di derivati dalla canapa.

“Non facciamo in tempo ad esporla che è già finita”, racconta un gestore di un bar tabacchi del centro città, ma non tutti hanno sposato questa opportunità. “Finché non c’è una legge chiara, sconsigliamo i nostri associati dal venderla”, suggerisce Giuseppe Pucci, presidente di Tabaccai Versilia, che invita ad affrontare la questione con cautela e parla di «un vuoto normativo». Ma il business, in Italia, è iniziato da tempo, prima online con la vendite di Easy Joint e poi con l’arrivo nelle tabaccherie e dei negozi specializzati che vendono derivati: dai prodotti per la cura del corpo fino a cosmetici e tanto altro. Il Cannabis 4.20 porta la firma del viaregginissimo 23enne Davide Pardini. «Mio fratello Alberto è ingegnere e lavora nel settore all’ingrosso – racconta – e vedendo i volumi dello smercio abbiamo deciso di aprire un negozio al dettaglio». Sabato scorso c’era la fila… «Molto tempo la impieghiamo a spiegare ai clienti che i prodotti sono a base di Cbd, il principio attivo e benefico della cannabis, un miorilassante antispastico. Niente a che vedere con quello psicotropo». Sugli scaffali si possono trovare oli, integratori, pasticche e le infiorescenze.

“Tanti clienti arrivano con prescrizione medica, perché la Asl non riesce a coprire le richieste: si usa per dimagrire, rilassarsi, dormire meglio e per i malati di Parkinson e Alzheimer. Come vanno le vendite? Siamo contenti”.

Per l’Italia si tratta di un ritorno ai primi del ’900, quando la coltivazione di canapa andava a gonfie vele, e se ne ricavano tessuti, vele, corde, etc. Addirittura nel 1937 Henry Ford progettò la Hemp Body Car (l’auto di canapa) o Ford Cannabis, prototipo di auto interamente realizzata con materiale plastico ottenuto dai semi di soia e canapa, e alimentata a etanolo di canapa. Il settore, in Italia, andò in crisi per l’arrivo del nylon e cessò con la legge del 1975 sugli stupefacenti, che ne vietò la coltivazione. La legge 242 del 2016 ha rimesso in moto il comparto, consentendo la coltivazione per alimenti, cosmetici, prodotti di bio-edilizia e altri derivati, senza però prendere in considerazione la commercializzazione delle foglie per uso ricreativo. E in Versilia c’è l’associazione di promozione sociale e culturale Versilcanapa, con oltre 1300 follower su Facebook.

D.P.

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