martedì , dicembre 11 2018
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Caterina: «Da sovrappeso a fitness girl felice, così ho svoltato la mia vita»

Quei chili in più addosso le pesavano come piume d’acciaio che rischiavano di farla affondare. Un’armatura di cui avrebbe voluto disfarsi. Si sentiva un po’ come il brutto anatroccolo di Andersen. Triste, perché incapace di piacersi. Un’immagine allo specchio in cui non si riconosceva e che gli altri non sapevano guardare. Forse neanche lei ne era ancora capace, così acerba nei suoi tumultuosi 15 anni in cui il corpo ormai non più di ragazzina esplode nella nuova, complessa, affascinante dimensione dell’essere donna. Un corpo che chiede di più. Ed è così che Caterina Guazzo, 23 anni originaria di Verona, studentessa universitaria e atleta della Panatta Sport, diventa un cigno bellissimo che ora tutti ammirano. Un cigno che ha conquistato il primo posto in classifica al Campionato Italiano Ifbb bikini 2017a Roma e che continua a vincere titoli acquisendo sempre maggiore coraggio e fiducia in se stessa.

La trasformazione
«Ero un’adolescente come tante, eppure in un periodo difficile avevo perso il controllo sul peso. Il mio corpo stava cambiando, certe cose non riuscivo a gestirle bene e sono ingrassata. Ero sovrappeso, lo sapevo, lo vedevo. E ne soffrivo». Caterina vedeva la sua immagine riflessa allo specchio e non si piaceva. E ad aumentare questa sua fragilità ci pensavano i compagni di scuola. «Mi prendevano in giro – fa riaffiorare quei ricordi dolorosi – a volte non ci badavo, altre volte era pesante, un disagio. Lo vivevo male. Così ho deciso di cambiare, dovevo fare qualcosa, non per loro ma per me. Mi sono iscritta in palestra per dimagrire. Frequentavo i corsi, convinta che con quelli avrei perso quei 22 chili che mi facevano sentire un brutto anatroccolo. Avevo un rapporto pessimo con il mio corpo e col cibo in quel periodo. Non avevo fiducia in me stessa, volevo diventare magra per sentirmi bella». Poi durante l’allenamento un personal traner la avvicina, cerca di aprirle gli occhi su una dimensione diversa: ha una struttura fisica bella, armoniosa, robusta. Può guardare con fiducia al mondo del fitness ed entrare a farne parte dalla porta principale. «Non avevo considerazione di me – continua – pensavo mi stesse prendendo in giro e non ci ho badato. Un giorno sono entrata in sala pesi, così per provare e mi piaceva. Ho abbandonato i corsi e iniziato ad allenarmi sodo. Mi hanno spiegato che un peso pesante stimola il metabolismo e quegli esercizi in sala pesi mi avrebbero aiutata a dimagrire di più e meglio che i corsi. Non ho più lasciato, perché in quelle ore di sudore e allenamenti durissimi, vedevo i risultati…il mio corpo reagiva bene, stavo sbocciando. Iniziavo a guardare con interesse e ammirazione le fitness-girl, le seguivo, volevo essere come loro. Erano bellissime e anche molto femminili. Ho capito che la cosa più importante per raggiungere risultati era credere in me e che dovevo impegnarmi, fare sacrifici ma che potevo farcela».

Bellezza d’acciaio
La grazia e la femminilità scolpite su muscoli d’acciaio, tonici e ben definiti. Un corpo armonioso, in cui le geometrie del sacrificio disegnano forme classiche. «Può sembrare una contraddizione a molti, che una bodybuilder sia anche aggraziata ma in realtà il binomio tra un corpo scolpito e la femminilità è imprescindibile. Grazie agli allenamenti ho potuto dare una forma perfetta al mio corpo, ormai allenarmi è diventato uno stile di vita. E anche se sollevo pesi e uso macchinari per sviluppare i muscoli, non rinuncio certo a un tacco 12 e a un bel vestito». «Il mio essere donna – spiega lei – la femminilità anche nel vestire è la caratteristica che meglio mi rappresenta, fuori e dentro la palestra». Caterina non rinuncia all’eleganza e all’essere sexy, ma neanche a qualche peccatuccio di gola, extra gara ovviamente. «I miei “sgarri” preferiti sono la pizza e il gelato, li adoro. Sotto gara proprio non li vedo, è un sacrificio che faccio volentieri per raggiungere in miei obiettivi. Mentre quando mi alleno, almeno il weekend qualche concessione a tavola è fondamentale, per la socialità, per gestire lo stress e per l’umore. Adesso ho un rapporto diverso col cibo».

Il cigno ammirato da tutti
Come nella celebre favola di Andersen, adesso Caterina è diventato un cigno bellissimo che tutti ammirano. Le ragazze in palestra la seguono, le chiedono consigli, vorrebbero diventare come lei. Caterina ha fatto del suo amore per la palestra e per il fitness il suo obiettivo nella vita lavorativa. «Do lezioni, seguo delle ragazze come preparatrice e le aiuto ad arrivare dove sono arrivata io, anche se è una strada in salita e ho ancora molto da crescere. Sto studiando Scienze motorie, sono prossima alla laurea, frequento corsi Issa nel nord Italia per personal traner e sull’alimentazione. E mi alleno costantemente, sia a San Bonifacio che alla palestra Il David di Jesi, dove sono seguita dai professionisti della Panatta dal 2016». Adesso crede molto in se stessa, ma non è sempre stato così. Il primo a investire nelle sue capacità è stato Rudy Panatta, deus ex machina dell’azienda leader nel mondo nella produzione di attrezzature professionali per l’allenamento e il fitness. «Lo ringrazierò sempre perché ha creduto subito in me, mi ha fatto entrare a far parte di un’azienda così importante sostenendomi e facendomi partecipare all’Arnold Classic in Spagna l’anno scorso».

In cerca dell’amore
Una bodybuilder dai muscoli d’acciaio ma dal cuore tenero. E come tutte le donne del mondo, cerca la sua metà, un uomo che le stia accanto e che condivida le sue passioni. Ma Caterina, ancora single, non cerca il suo Big Jim sui palcoscenici dei campionati mondiali di culturismo. «Non vorrei accanto a me un uomo fissato con la palestra o con i muscoli – confida l’atleta marchigiana d’adozione – certo, mi piacerebbe condividesse la mia passione per il fitness, ma non deve essere quello al centro della sua vita. Finora non ho ancora incontrato l’uomo per me». 

Il sogno della maternità
E sebbene il culto del corpo scolpito sia molto importante, oggi Caterina confida che non vede l’ora di vivere la maternità, anche se cambierà molto il suo fisico. Innamoratissima dei suoi nipotini, vede in loro, nei bambini una grande realizzazione personale. «Non mi spaventa questo cambiamento, anche se importante per una donna. Anzi mi piacerebbe diventare madre giovane, diciamo alla soglia dei 30 anni. Non mi vedo su un palco per sempre, non vorrei gareggiare a vita, anzi sogno la normalità di una famiglia e dei figli».

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