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Collo: come prevenire le rughe e scongiurare l’effetto “tech neck”

I colli più famosi appartengono a Audrey Hepburn, a Marella Agnelli e alle modelle del pittore Amedeo Modigliani. Chi, infatti, non vorrebbe un collo così affusolato e lungo, tale da rendere immediatamente regale e sofisticata ogni postura. Secondo il chirurgo estetico, dott.ssa Fiorella Donati: “L’invecchiamento del collo è forse l’inestetismo che maggiormente infastidisce gli uomini. È sicuramente uno degli interventi che più frequentemente mi viene richiesto dai pazienti maschi”.

LA PELLE DEL COLLO
Perché è vero che questa è non solo tra le zone più fragili del corpo, tra le prime a segnarsi, ma anche quella che, insieme alle mani, tradisce più di tutte l’età. Il dott. Thierry Michaud, dermatologo, consulente per Yves Saint Laurent Skinscience e il comitato di esperti che a lui fanno capo, mostrano che il 50 per cento dei segni dell’età compare nella parte inferiore del viso, su collo e décolleté. I muscoli di sostegno del collo sono meno resistenti di quelli del viso e la pelle, sottile e povera di ghiandole sebacee, è fortemente esposta alle aggressioni esterne e spesso bistrattata dalle cattive posture. Così, con il tempo, diventa più vulnerabile, perde densità e compattezza, cede e si avvizzisce, favorendo la comparsa di rughe e linee orizzontali. Spiega ancora la dott.ssa Donati: “L’estetica del collo è determinata da tre componenti: la pelle, il tessuto adiposo sottocutaneo e, più profondamente, il muscolo platisma, che si estende dal mento fino alle clavicole. Con il passare del tempo, ciascuno dei tre componenti subisce delle variazioni. Vi sono diversi gradi di invecchiamento, fino ad arrivare ai più avanzati, dove la pelle diventa rugosa e anelastica (assumendo l’aspetto di “pelle da pachiderma”), mentre si fanno più marcate le “collane di Venere” (pieghe orizzontali presenti sin dall’infanzia, che diventano antiestetiche in età matura). Il grasso sottocutaneo può aumentare soprattutto sotto il mento o depositarsi alternandosi alle pieghe orizzontali. Infine, il platisma perde di tono, si assottiglia, si allunga, e appaiono i “cordoni”. Un inestetismo tra i più difficili da accettare, come conferma il dott. Michel Pfulg, Founder Medical Director Laclinic Montreux e consulente Helena Rubinstein: “Le donne che vengono a Laclinic-Montreux sono consapevoli della necessità di avere cura del proprio viso per mantenere un aspetto giovane. Con i trattamenti adatti, la loro pelle resta soda e levigata. Ma mentre il viso mantiene un aspetto giovane, la pelle delle zone “dimenticate” (mani, collo e décolleté) mostra più evidenti i segni di invecchiamento! Per queste donne, che da sempre si prendono cura del proprio aspetto, la differenza tra il viso e queste zone del corpo è una sorta di tradimento, come se ci fosse un secondo viso a mostrare la loro vera età. Si tratta, quindi, di correggere tale discrepanza e restituire a queste zone molto particolari le caratteristiche di una pelle giovane”.

TECH NEK: COLLO DA TABLET
Come non bastasse, ci si mette pure la tecnologia a rovinare un bel profilo! In particolare il collo, vittima di quella che viene definita “tech neck” o “text neck” o “collo da tablet”. Che sarebbe accaduto ai famosi colli di Marella Agnelli e di Audrey Hepburn se avessero posseduto uno smartphone? Probabilmente non sarebbero stati così eretti e regali. Oggi, infatti, molti studi mettono in guardia dall’utilizzo compulsivo della tecnologia che, pare, stia addirittura modificando la morfologia umana facendo comparire quella che è stata chiamata “gobba da smatphone”. Infatti, uno studio condotto dal dott. Kenneth Hansraj, primario di chirurgia spinale presso il New York Spine Surgery and Rehabilitation Medicine ha stabilito che consultare spesso il cellulare può imprimere al tratto cervicale della colonna vertebrale un carico di 27 chili di pressione, il peso di un bambino di 7-8 anni. In media, risulta dalla ricerca, trascorriamo con la testa chinata su smartphone dalle 2 alle 4 ore al giorno che in un anno diventano da 700 a 1400 fino a 5 mila nel caso di soggetti particolarmente a rischio come gli adolescenti, che trascorrono molto tempo al cellulare o sui libri. Uno stress cervicale imponente che, obbligando a una posizione curva in avanti, può finire per lesionare la colonna vertebrale e creare quello che viene già chiamato “collo fa tablet” o “ipad neck” che oltre a presentare sintomi come fastidio e dolore intenso a collo e spalle, produce anche il cosiddetto “teck neck”, ovvero la comparsa di quelle che da sempre vengono chiamate “collane di Venere”, le rughe sul collo che pare tendano a comparire in età sempre più giovane proprio a causa dei moderni device. Una ricerca condotta da un gruppo di dermatologi della The London Clinic ha infatti stabilito che una donna tende, in media, a consultare il proprio smartphone fino a 150 volte in una giornata. Quando si raggiunge e si supera quota 150, si diventa “tecno-dipendenti” e, nella migliore delle ipotesi, vittime di “tech neck”. Nessuna paura, nessuna sindrome particolare in agguato, solo aumenta notevolmente la comparsa delle rughe sul collo e il mento si rilassa. «Il problema delle rughe sul collo è aumentato notevolmente negli ultimi dieci anni a causa di un eccessivo consumo di tablet e smartphone, diventando un inestetismo che colpisce soprattutto le donne più giovani», ha dichiarato Christopher Rowland, Consultant Dermatologist presso The London Clinic. La postura “high tech”, in pratica, che porta a inclinare in avanti la testa e a fissare la vista più in basso rispetto alla linea dello sguardo sullo schermo di un device, a lungo andare tende a segnare la pelle del collo e a produrre un rilassamento della cosiddetta zona Y, l’area compresa tra la parte bassa del viso e la linea delle clavicole e pare che le donne ne siano le “vittime” principali, un fenomeno 2.0 che ha abbassato notevolmente l’età in cui questi segni diventavano più evidenti: fino a 10 anni fa intorno ai 40 anni, oggi tra i 18 e i 34.

SOLUZIONI: TRA CREME E HIGH TECH
Che fare? Per cominciare basta astenersi dal consultare compulsivamente smartphone e device. Anche perché, insieme alle mani, rappresentano quei dettagli testimoni reali dell’età: non ci sono trattamenti di medicina estetica e ancor meno chirurgici, efficaci nel debellarli. Un collo trascurato, dunque, rivela impietosamente gli anni e a volte li aumenta. In questo caso anche il fitness può fare poco a parte esercizi per la postura, raccomandabili anche per le spalle, mentre molto si può ottenere dai trattamenti specifici per dare elasticità e nutrimento alla cosiddetta zona Y, ovvero quella compresa tra mento e décolleté. «Le donne vogliono essere libere di esprimere le loro emozioni senza temere l’invecchiamento. Aspirano a ritrovare un aspetto giovane con una zona Y ben delineata. Sognano una pelle bella e tonica, che risplende di vitalità», conferma il dott. Thierry Michaud, dermatologo, consulente per Yves Saint Laurent Skinscience. I brand cosmetici rispondono con creme, soin e booster dalle formulazioni sempre più tecnologici e ricchi di acido ialuronico, di oli essenziali e di estratti vegetali dall’effetto tensore e lifting. Tutti promettono turgore, compattezza, una pelle più luminosa e una vittoria sulla forza di gravità. “Ripeterò fino alla noia: il collo va curato allo stesso modo e con la stessa continuità del viso. Fondamentale è l’uso di creme e soprattutto di protezione solare. Avrete notato che pochi giorni di esposizione aggressiva al sole senza protezione “distruggono” il collo, ancor più del viso. Bisogna, inoltre, mantenere costante il peso. Infatti, le continue fluttuazioni del peso sono estremamente dannose per la bellezza del collo”, conferma la dott.ssa Donati. Se si volesse intervenire con trattamenti di medicina estetica, ci si può sottoporre a un programma di biorivitalizzazione, che consiste nell’infiltrazione di un cocktail di acido ialuronico, botulino, aminoacidi e vitamine, che donerà maggiore compattezza ed elasticità alla cute. Il dott. Michel Pfulg a sua volta raccomanda estrema attenzione perché, spiega: “La pelle di mani, collo e décolleté è particolarmente sottile e fragile, con tessuti sottocutanei meno ricchi di altre zone, ha una capacità di rinnovamento inferiore. A causa di queste caratteristiche della cute, trattamenti come il peeling, l’abrasione o i laser ablativi richiedono estrema cautela, con rischio di cicatrici, iper o ipopigmentazione. Di recente sono comparsi nuovi trattamenti, ma i risultati non sono immediati e i chirurghi sono restii a intervenire su queste zone. Qui la cosmeceutica, in compenso, è molto efficace perché può trattare l’epidermide (idratazione, macchie) e allo stesso tempo il volume (densità)”.
IL MASSAGGIO
Infine, il massaggio sul collo è fondamentale per mantenere intatta più a òungo l’elasticità della pelle. Ecco come eseguirlo:
Per tonificare: Mettere una piccola quantità di crema  sulle due mani. Con la mano destra, applicare la crema sulla parte sinistra del collo con movimenti circolari. Ripetere questi movimenti con la mano sinistra sulla parte destra del collo.
Per rassodare: Posare entrambe le mani alla base del collo e salire verso la nuca con una gestualità di lissage. Ripetere per 3 volte.
Per scolpire e affinare: Alternativamente, distendere la zona sotto il mento e lungo i mascellari da sinistra verso destra con la mano destra, poi da destra verso sinistra con la mano sinistra. Ripetere ogni movimento 3 volte.

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