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Da ex sanatorio a giardino del benessere, la rinascita del parco …

Costarainera. In passato era un complesso sanatoriale dove, grazie al clima temperato della Valle del San Lorenzo, uomini e donne di tutta Europa vi si recavano per curare patologie come la tubercolosi. Oggi è una struttura interculturale, un punto di divulgazione scientifica e di ritrovo turistico inserito all’interno di un vasto giardino suddiviso in “stanze per le naturoterapie”. È il nuovo Parco del Benessere “Umberto Novaro” di Costarainera che, dopo un piano di riqualificazione varato attraverso i fondi FESR messi a disposizione dal Progetto Interreg Alcotra Jardival (2014-2020), verrà inaugurato il prossimo 16 settembre.

“Dopo quasi quindici anni di abbandono – spiega il sindaco Antonello Gandolfo – una porzione del complesso ospedaliero del ‘Novaro’ e del ‘Barellai’ rinasce nelle forme di un suggestivo giardino finalizzato al benessere della persona. Fino a qualche decennio fa, qui venivano persone affette da tubercolosi per le quali la climatoterapia, l’elioterapia e la talassoterapia costituivano gli unici rimedi. Finanziati dal progetto europeo abbiamo pensato di rivalorizzare il luogo in chiave moderna. Ne abbiamo mantenuto le antiche finalità terapeutiche, le quali, ovviamente, non avranno aspetti sanitari tout court, ma saranno sempre volte alla cura del corpo, della mente, ad avere effetti benefici sull’organismo e sulla vita in generale dell’uomo”.

Il Parco del Benessere è ampio 550mq ed è composto da nove aree verdi, ciascuna ospitante differenti specie alboree dalle spiccate e riconosciute proprietà curative: “La dieta dei cinque colori”; “Il giardino della cromoterapia”; “Il giardino dei fiori da gustare”; “Il giardino dei Fiori di Bach”; “Il giardino dell’aromaterapia”; “Il giardino del buon respiro”; “Il sentiero delle piante medicinali”; e “Il frutteto didattico”. Queste “stanze” sono state affiancate da spazi atti ad ospitare laboratori di ortoterapia e arterapia ai quali collaboreranno le due artiste Artiste Judith Torok e Carin Grudd. Ma non solo. Presenti anche dei “sentieri del benessere” in cui poter svolgere attività fisica e mantenersi in forma grazie a una palestra a cielo aperto; percorsi sensoriali e aree giochi per favorire l’immaginazione, il movimento e la coordinazione dei più piccoli; nonché aree dedicate alla ginnastica dolce e alla pratica di discipline meditative come lo Yoga e il Tai Chi Chuan. Quanto all’aspetto storico-scientifico, il Parco è dotato di 12 pannelli informatici con testi esplicativi sulle specie che caratterizzano le diverse aiuole per le naturoterapie. Dagli stessi è anche possibile scaricare (attraverso QR code) l’audioguida che ripercorre la storia e l’evoluzione del luogo.

“Il progetto di riqualificazione è stato ideato e curato dall’Università degli Studi di Genova-Dipartimento di Architettura e design che, sotto la direzione scientifica della professoressa Adriana Ghersi e grazie alla professionalità di tecnici, esperti paesaggisti e naturopati, ha realizzato un’opera grandiosa“, sottolinea Gandolfo, che aggiunge: “Importante è stata anche la collaborazione con la sezione provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti per realizzare un percorso guidato per persone con difficoltà visive, redigere in Braille i testi presenti sui pannelli informativi e stendere la piantina  in formato tattile. Ci ho tenuto molto a garantire l’accessibilità del parco alle persone diversamente abili. Abbiamo anche installato un corrimano in corda per facilitare la percorrenza della zona delle ‘stanze per le naturoterapie’ a chi ha difficoltà motorie. Purtroppo, nonostante gli innumerevoli sforzi per garantire la fruibilità dell’area, la morfologia del Parco e i vincoli che lo tutelano non hanno permesso di abbattere completamente le barriere architettoniche presenti, consiglio quindi di essere sempre accompagnati”.

L’evento inaugurale del Parco del Benessere “Umberto Novaro” si svolgerà sabato 16 settembre dalle 15,30 alle 18,30. Già qualche settimana prima, tuttavia, aprirà le sue porte per permettere alla ditta Macaia Film, precedentemente impegnata nel progetto Jardival con la realizzazione di un video promozionale di tre giardini italiani coinvolti, girerà alcune riprese a carattere turistico/culturale del sito.

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