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Design week 2017: la casa su misura dell’uomo GQ

Un armadio, una cucina o un complemento d’arredo non sono proprio come un abito che tendiamo a rinnovare nel nostro guardaroba ogni sei mesi. Partiamo quindi dal presupposto che l’uomo GQ abbia appena acquistato una casa e che debba arredarla. E visto che, come ci insegna Crozza nella parodia di Flavio Briatore, tutti desideriamo “una vita da sogno, donne da sogno e naturalmente una casa do sogno”, facciamo finta di avere un budget da sogno.

La cucina non è proprio la nostra prima preoccupazione, anche se con la chef-mania-televisiva o la mixology, oggi super trendy, abbiamo imparato a fare show off tra i fornelli e a sorprendere tutti con piatti “innovativi” e cocktail in cui spezie, aromi e ghiaccio secco che fa il fumo si sprecano. La nostra cucina quindi sarà una bulthaup su misura, senza sé, senza ma. Nel caso non si dovesse neanche toccare con un dito, è sempre bella da vedere. Gli elettrodomestici rigorosamente Miele. L’armadio, tradizionalmente inteso, non esiste nella casa dell’uomo GQ.

Faremo ricavare in camera da letto una cabina armadio multifunzionale. Avete presente American Gigolo? Ecco, molto simile. Niente attrezzi da palestra sparsi per casa. Basta un iPad per seguire un trainer online e noi facciamo il resto. Vi ricordate Christian Bale in American Psycho?

Il Bagno? Spartano ma allo stesso tempo sofisticato e minimale. Come se, una volta entrati, ci trovassimo per incanto a Stromboli. Sono i fiori sempre freschi e i prodotti che usiamo ad arredarlo e a fare la differenza. Aesop e la linea uomo di Neal’s Yard London fra tutti.

Open space
Concentriamoci su alcuni complementi d’arredo fondamentali. Al primo posto il divano, non letto. E qui non possiamo che scegliere il classico Avio Sofa System disegnato nel 2016 da Piero Lissoni per Knoll. Versione 3 posti (a prova di gang bang), ora disponibile con una nuova profondità. Nella nostra nuova casa, divano fa rima con televisione che è Bang  Olufsen, così come lo stereo. Le cuffie però sono Bose e rigorosamente wireless.
Nell’open space trionfano le piante (il pollice verde piace molto), di varie misure e provenienza geografica. Da quelle aromatiche (tante) a un limone se c’è molta luce. I vasi li copriamo con dei coprivasi colorati in edizione limitata Pijama + Offfi. Al posto della libreria mettiamo delle mensole, nuovi Objets Nomades di Louis Vuitton. Alle pareti, una serie di lampade progettate dall’artista Paolo Gonzato per Camp design. Una lampada che, paradossalmente, illumina pochino. Effetto vedo e non vedo. Ultimo oggetto, un tappeto. E qui ci diamo una botta di colore con i nuovi tappeti firmati da Dimorestudio insieme a  emtivstudio (Modigliani, Treccani, Visconti) per la Limited Edition di Illulian.

Camera da letto
Il nostro letto si chiama Morfeo ed è una novità di Armani/Casa. Minimale, elegante e dalle forme pulite. Un letto, dice Giorgio Armani “per far volare la mente in un altro mondo”. A far volare il corpo ci pensiamo in due prima di addormentarci. Ai lati del letto niente comodini, solo un paio di libri (intonsi, read to impress) e una scatola con l’immagine di una pistola (uomo alpha 100%) con incensi di Fornasetti. La lampada è la Overlay di Slamp firmata da Analogia Projectcon. Un corpo in ottone e doppia fonte luminosa. Alla base c’è una penna stilografica Montblanc Meisterstück LeGrand che, una volta sollevata, fa accendere la luce. I puristi la collocherebbero su una scrivania. A noi piace a terra. Sempre a terra accanto al letto mettiamo anche una boccetta di Scent of Life, nuova fragranza maschile Uomo Salvatore Ferragamo interpretata durante il Fuorisalone 2017 da Michele De Lucchi con l’installazione Lo Scalone. Un’ampia cabina armadio super accessoriata e funzionale e la nostra camera è arredata. No, dimenticavo un ultimo elemento: uno specchio grande e, ça va sans dire, di quelli che non “ingrassano” 

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