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Domani a Settimo San Pietro si apre il sipario di “Interconnessioni”, il progetto di residenza artistica curato da Simonetta Pusceddu

Settimo San Pietro si
trasforma dall’11/12 luglio al 3 agosto nella casa della danza contemporanea e
delle espressioni artistiche con “Interconnessioni”, il progetto
di residenza curato da Simonetta Pusceddu (Tersicorea) in tandem con il Comune. Giunto al suo
secondo anno di attività il programma di attività ritorna ad animare la
cittadina di “Septimo ab urbe lapide” con un calendario fitto di residenze
artistiche, laboratori e spettacoli dal vivo. Danza, animazione, arte circense,
teatro fisico, musica, proiezione del docufilm e mostra fotografica sul
progetto. E ancora degustazioni, esposizioni, proiezioni, laboratori, residenze
di ricerca coreografica, con artisti e danzatori provenienti dalla Spagna,
dalla Germania, dalla Francia, dalla penisola e da diverse parti della
Sardegna, in perfetta simbiosi tra arte, memoria dei luoghi e tradizione. Saranno
protagonisti di una serie di iniziative con il coinvolgimento della
cittadinanza. Un cantiere creativo a cielo aperto, tra i luoghi storici e
incantevoli del territorio (Casa Dessy, Cuccuru Nuraxi e il complesso
archeologico, Arca del tempo, Domus de Janas S’Acqua ‘e is dolus, i vicoli e le
piazze del paese) volto alla valorizzazione del territorio in cui prendono vita
gli spettacoli, con inizio per tutti
alle ore 21:00.

Dall’11 al 12 luglio
nella suggestiva Casa Dessy, l’antica
“Domus a corte” con la caratteristica “lolla”, nella via centrale del paese e
simbolo dell’architettura antica settimese, si terrà lo spettacolo di animazione con musiche dal vivo “Storie da Vinci”, lettura teatrale delle Favole di Leonardo da Vinci di Donatella Pau,
Compagnia Is Mascareddas. Interpretazione
e animazione a vista Donatella Pau, Musiche dal vivo Silvia Corda. Oggetti e
animali Donatella Pau, Tonino Murru, Mimmo Ferrari. Una lettura teatrale
animata con piccoli oggetti e animali di alcune fra le più belle favole del
grande genio del Rinascimento. Poco note al grande pubblico sono caratterizzate
da grande vigore, incipit esemplare e finale folgorante.

Dal 10 al 13 luglio sempre nella Corte di Casa Dessy, il laboratorio di ricerca musicale e
polifonia a cura di Elena Ledda e Simonetta Soro. Il 24 luglio, lo spettacolo di danza “Coma” della Compagnia Spagnola die con Diego Sinniger e il suo collettivo di danzatori: Kiko Lopez,
Shaquille George, Helena Canas, Fanny Laї. Un progetto che indaga la relazione
tra il corpo umano e l’elemento “Aria”, non solo nella sua relazione fisica, ma
anche nella sua dimensione psicologica ed emotiva. L’indagine fisica del corpo
e del movimento che fonda le sue basi in un team di straordinari interpreti con
una forte conoscenza della qualità tecniche del waving (proveniente dalla danza
funk e hip hop), della breakdance, della house-dance, del tai-chi e delle
discipline delle aree circensi.

Il 26 luglio spazio alla musica con il concerto di musica popolare del Quartetto Andhira, con Luca Nulchis (pianoforte, armonium, voce),
Elena Nulchis (voce e armonium), Egidiana Carta (voce e flauto), Elisa Zedda
(voce) e il coro di Sinnai. Slegato dai confini di un genere musicale
specifico, il loro repertorio si sviluppa su un ricco territorio sonoro dalle
svariate forme e colori, passando per le tradizioni classiche e popolari, tra richiami
alla Sardegna e ai confini mediterranei, ed evocazioni di affascinanti storie e
ambientazioni, reali o immaginarie.

Il 3 agosto nella cornice incantevole del complesso archeologico di Cuccuru Nuraxi con
il suo antico tempio sotterraneo dedicato al culto dell’acqua, chiuderà questa prima fase di
Interconnessioni 2019” lo spettacolo di danza “Elegia delle cose perdute” della Compagnia Zerogrammi (Torino) con
la regia e la coreografia di Stefano Mazzotta, coreografo e
danzatore, socio e fondatore della compagnia torinese tra gli organismi di
produzione della danza più apprezzati in Italia e all’estero e colonna portante
della rete internazionale no-profit Med’Arte che riunisce diverse compagnie del
territorio nazionale, internazionale ed extra EU tra le quali anche Tersicorea
per avviare la collaborazione tra queste e la mobilità degli artisti. La
creazione, attualmente in corso di sviluppo all’interno del progetto di
residenza artistica a Settimo San Pietro, liberamente ispirata al romanzo “I
poveri” dello scrittore portoghese Raul Brandao, è il frutto di una ricerca
coreografica intorno al tema dell’”esilio” con un particolare interesse alla
sua dimensione filosofica e poetica. Esilio come insanabile frattura scavata
tra un essere umano e un luogo natio, tra il sé e la sua vera casa. Un tema non
estraneo all’attuale situazione politica e sociale in cui viviamo con il suo
irrompere violento e quotidiano nelle nostre vite. “Viviamo questo nuovo millennio in un clima di crescente migrazione e di
presenze di modi, culture e credi diversi dove i flussi migratori non sono più
considerabili un fenomeno transitorio bensì una dimensione pressoché
strutturale della nostra società in continuo mutamento”, spiega Mazzotta. A
cura della Compagnia ZEROGRAMMI, regia e coreografia Stefano Mazzotta,
collaborazione all’allestimento e drammaturgia Anthony Mathieu. Interpreti
Lucrezia Maimone, Amina Amici, Miriam Cinieri, Damien Camunez, Manuel Martin,
Gabriel Beddoes, Simone Zambelli, Anthony Mathieu, Loredana Parrella, Alessio
Rundeddu, Sara Angius.

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