lunedì , agosto 20 2018
Home / Palestra / E’ il #selfieday. Nascita di una mania – AGI

E’ il #selfieday. Nascita di una mania – AGI

C’è una data destinata a entrare nella storia della vanità umana: il 21 giugno del 2014. Si crede che sia stata la Bbc a proclamarla la ‘giornata del selfie’, ma è un malinteso: più di due mesi e mezzo prima aveva lanciato con uno slogan efficace – “Chi crediamo di essere” – e l’hashtag #SelfieDay un progetto per comprendere “se davvero le persone si sentissero più connesse tra loro rispetto a dieci anni fa”. I primi ad aderire erano stati i giornalisti della Bbc, l’hashtag era diventato trending topic e la giornata del selfie un appuntamento fisso fissato chissà perché al 21 giugno. Ma senza i crismi dell’ufficialità, tanto che nel calendario delle Nazioni Unite il 21 giugno è la giornata internazionale dello Yoga e nel 2017 si celebra il giorno della Musica

Chi ha inventato il selfie?

Il fenomeno è iniziato ufficialmente nel 2004, quando un utente di Flickr, piattaforma per la condivisione di foto, ha utilizzato il termine Selfie per la prima volta. Un trend che è esploso notevolmente in questi anni, se si pensa che oggi ogni persona si scatta in media 3 selfie al giorno e ciascuno di questi richiede almeno 16 minuti, dallo scatto fino alla pubblicazione, spendendo così un’ora del proprio tempo giornaliero (fonte: FeelUnique). Ma non sono dati univoci: secondo altre fonti nel 2016 erano stati scattati un milione al giorno; secondo altre 24 miliardi in un anno. 

Di sicuro nel frattempo la moda si è evoluta, ha coinvolto – quasi d’obbligo – star e vip di ogni provenienza e ha dato origine a infinite varianti. Ne elenchiamo 9 tra le più popolari, rigorosamente in ordine alfabetico.

A come “After Sex-Selfie” abbreviato in “ASS” – corpo mezzo nudo, spesso a letto tra le lenzuola in atteggiamenti affettuosi.

   B come “Belfie” – il selfie dedicato al lato B, introdotto da Kim Kardashian e ora un must per     raccogliere fiumi di like 

F come “Footies” – piedi in primo piano, spesso con panorami mozzafiato o ambienti curiosi che lasciano intravvedere o immaginare situazioni e circostanze.

 

H come “Helfie” – capelli in primo piano (hair), al vento o acconciature perfette, l’importante è che siano i protagonisti.

P come “Pelfie” – dall’inglese “Pets”, rientrano in questa categoria tutti i selfie che hanno per protagonisti i propri animali domestici, cagnolini, gattini, di soliti buffi e soffici, che conquistano numeri altissimi di like.

R come “Relfie” – dall’inglese “Relationship”, proprio come Chiara Ferragni e Fedez o Jay-Z e Beyoncé, tra i primi a far impazzire i propri fan con i selfie di coppia. I Relfie raccontano l’amore romantico tra le coppie, con sguardi complici e innamorati davanti a panorami mozzafiato.

S come “Suglie” – dall’inglese “Ugly”. Si tratta di selfie nei quali le persone assumono smorfie deturpanti che li fanno apparire più brutti o dall’aspetto non gradevole.  

U come “Ussie” – dall’inglese “Us”. E’ il selfie di gruppo. Il primo che ha aperto questo filone è il selfie hollywoodiano per eccellenza, scattato all’86esima cerimonia di consegna degli Oscar, nel 2014, quando Ellen DeGeneres ha raccolto intorno a sé i volti più noti del cinema, segnando una pietra miliare nella storia dei selfie.

W come “Welfie” – dall’inglese “workout”: allenamento; l’irrinunciabile selfie mentre ci si allena in palestra o all’aperto, l’importante è esibire il proprio fisico e la passione per il fitness.  

L’ultima frontiera è superare il selfie stick e levarsi in volo: nasce l’AirSelfie. Sono diversi i droni che montano videocamere, ma la più piccola e compatta flying camera è stata  ideata da due giovani fratelli italiani, può essere integrata direttamente nella cover del telefono (con tanto di power bank) e costa da 300 a 339 euro.

Uno strumento che ha dato il via a un’altra moda e un’altra clasifica: quelli dei luoghi più scattati nel mondo, che rientrano nella Top 20 stilata da Instagram nel 2016, come Central Park a New York, il Ponte di Brooklyn, il Santa Monica Pier, Tower Bridge a Londra, il deserto di Dubai.

Leggi Anche

Padova, nella palestra popolare si paga in base alle possibilità

Padova, nella palestra popolare si paga in base alle possibilità

PADOVA. Una ventina di nonne, con qualche nonno, fa ginnastica dolce. Tengono in forma il …