sabato , aprile 20 2019
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Fibre veloci (XC) e lente (GF) nei muscoli dei bikers, risponde il nostro esperto

“Il consiglio del Trainer Amico”, attraverso questa Rubrica il nostro staff dedicato alla preparazione atletica in mountain bike, risponderà ai vostri quesiti. Una domanda alla settimana, tutte le settimane, sempre il lunedì. 

 

Michele di Arezzo: Sono 2 anni che durante il periodo invernale facciamo (con la squadra) palestra 2 volte a settimana. Volevamo pianificare degli esercizi per migliorare la performance in gare lunghe piuttosto che xc. Infatti quest’anno vogliamo seguire un calendario più orientato a granfondo e marathon piuttosto che per il cross country. Ci sono dei test in palestra per valutare quante fibre muscolari veloci (XC…) e lente (…GF) ha un atleta per poi verificare anche il miglioramento dell’una o dell’altra dopo un periodo di allenamento volto alla trasformazione?

 

Ciao Michele

Domanda interessante, ma traspare di base un pò di confusione nella tua idea di fibra muscolare = utilizzo xc o gf. In realtà non possiamo fare una distinzione cosi netta tra fibre veloci (xco) e fibre lente (GF), i metabolismi coinvolti e le fibre sono le stesse (ecco che chi vince in xco vince anche GF/Mth e viceversa) ma con alcune peculiarità legate alla durata ed alla distribuzione dello sforzo.

Per questo a mio avviso il ciclista che va in palestra (spesso controvoglia – come biasimarlo..) va per allenare le componenti neuromuscolari pure (forza massima, e tutto ciò che vi gira intorno) quindi lavori quasi esclusivamente a carico delle fibre 2b (veloci non ossidative), puntando dapprima a migliorare il reclutamento (coordinazione inter ed intra muscolare) e solo in alcuni casi poi si prosegue ottenendo un marcato effetto ipertrofico (aumento della sezione trasversa della miofibrilla, inspessimento del connettivale, iperplasia, ecc..).

Non riteniamo di grande utilità invece il lavoro sulla “forza resistente” (appunto termine e concetto che non tutti i tecnici e fisiologi accettano..) anche se spesso mi capita di sentirlo nominare…che interessa fibre anche con caratteristiche ossidative ed ha possibili modalità esecutive anche sul mezzo tecnico con indubbi vantaggi rispetto al lavoro a secco (che richiede quindi un trasfert tecnico).

Per quantificare le fibre veloci ed ossidative di un muscolo andrebbe fatta una biopsia (invasiva) oppure probabilmente una indagine ecografia o TAC potrebbe dare una stima più o meno precisa.

 

Direi di restare concentrati su cose che servono davvero, quindi un semplice test del massimale (indiretto o diretto) alla Leg press (in modalità 1 Leg) prima e dopo il periodo di allenamento ci potrà dare informazioni sull’evoluzione delle nostre capacità di forza massima, cosi come una serie di test di salto (SJ e CMSJ) sulla pedana di Bosco ci potranno dare informazioni riguardo le capacità esplosivo/reattive del soggetto prima e dopo il mesociclo di allenamento.

 

In senso trasversale invece l’entità di queste misurazioni ci permetteranno di definire il soggetto più o meno forte e più o meno veloce, per poi fare le scelte di allenamento a nostro avviso più opportune.

 

Alla prossima. 

 

Hai anche tu una domanda per il trainer sulla preparazione in mountain bike (mtb)?

Se hai una domanda, anche se ti può sembrare banale, scrivici a info@pianetamountainbike.it

 

 

Chi è il Dott. Alessio Cellini che risponde alle vostre domande

 

– Dott. Alessio Cellini

– Direttore del Centro CTM, Responsabile Area Tecnica

– Dottore in Scienze Motorie

– Dottore Magistrale in “Scienze e Tecniche dell’attività sportiva”

– Direttore Sportivo 3° livello “Categorie Internazionali”, Federazione Ciclistica Italiana

– Preparatore Fisico, Federazione Ciclistica Italiana

– Maestro MTB, Federazione Ciclistica Italiana

Sport Performance Specialist (qualifica Europea EQF 3-4-5)

 

– Slimming Specialist

 

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