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Frími Boutique Rooms, camere per viaggiare nel tempo, nel cuore di …

In via Guido Monaco 9, a pochi passi dalla Stazione Santa Maria Novella, apre una struttura ricettiva di nuova concezione. Stanze tutte diverse, ognuna ispirata a una celebre coppia, legate da uno stile unico e da spazi comuni destinati ad ospitare eventi speciali per gli ospiti

Quattro coppie famose, otto personalità protagoniste di intense storie d’amore, passioni travolgenti, amare sconfitte e sfolgoranti successi: oggi questi otto percorsi di vita ispirano le camere – tutte in stile differente, tutte ugualmente accoglienti – di Frími Boutique Rooms, struttura ricettiva di nuova concezione che apre a Firenze in via Guido Monaco 9, a pochi passi dalla Stazione centrale e dalla fermata della tramvia.

Frími vuole essere qualcosa di diverso nel panorama fiorentino dell’accoglienza, già altamente variegato: un altro modo di viaggiare, non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Entrare in una delle camere di Frími, infatti, significa immergersi in un’altra epoca.

Ogni camera è intitolata a una coppia vissuta in tempi e luoghi diversi e ricostruisce un’atmosfera. E’ possibile così scegliere tra lo spirito bohèmien e libertino di Frida Kahlo e Diego Rivera, dormendo in un letto a baldacchino circondato da mobili di antiquariato etnico e pezzi originali del popolo Qashqai, e lo stile eclettico di Salvador Dalì e Gala, dove le geometrie creano nuove prospettive. O ancora: appagare un animo rock nella stanza intitolata a Johnny Cash e June Carter, arredata in stile urban-industrial con colori intensi e forti contrasti, o cedere al romanticismo in una stanza stile retrò, con arredi originali degli anni ’40, intitolata a Pupa e Forese, i nonni dell’ideatrice del progetto e titolare di Frìmi, Viola Villani, 34 anni.

Gli arredi sono stati scovati uno per uno, tra antiquari, mercatini dell’usato e artigiani locali. Ogni camera riserva qualche perla, come la Lygie, moto Atala creata dalla nota azienda di biciclette negli anni ’50 e destinata esclusivamente al mercato francese. Alcuni pezzi sono realmente appartenuti all’abitazione oggi rinata sotto forma di Boutique Rooms. Come un vecchio attrezzo agricolo che oggi funziona da comodino, una radio d’epoca trasformata in mobiletto e il mobile da toelette del nonno di Viola, reinventato come scrivania per l’accoglienza.

Altri oggetti, invece, sono acquistabili dagli ospiti di Frími. Solo pochi pezzi selezionati per ogni stanza, tra cui lampade artigianali, alcuni comodini, ma anche abiti e calzature vintage. Non solo: Frími, infatti, ha all’attivo la collaborazione con alcuni designer locali tra cui Souvenir, brand di abbigliamento nato in Toscana, Veronica Chessa, artista toscana autrice di stampe surrealiste che campeggiano nelle aree comuni del Boutique Room, Camilla Pistolesi, designer di gioielli con sede in piazza Pitti. Le lampade bohemienne della camera FridaDiego sono create da Elena Masi, mentre una stampa su lamiera di grandi dimensioni realizzata dalla fotografa Claudia Vincenzi completano la stanza stile industrial.

A fare da filo conduttore tra stili ed epoche diverse una palette di colori appositamente studiata da Farzad Shojaei, architetto d’interni che ha progettato inoltre alcune soluzioni ad alto impatto visivo come l’installazione luminosa della hall. Dietro alla ristrutturazione complessiva degli spazi, invece, ci sono altre due donne, Elena Frangioni, ingegnere edile, ed Elettra Panconesi, architetto. Il progetto ha completamente ridisegnato gli spazi della struttura, che un tempo ospitava da un lato lo studio del nonno di Viola Villani, medico di famiglia, e dall’altro l’abitazione privata.

Gli spazi comuni seguono il trend retrò, con un’area colazione e relax, destinata ad ospitare anche degustazioni ed eventi privati per piccoli gruppi, e un ampio giardino interno, dove con la bella stagione si svolgeranno lezioni di yoga e pilates, ma anche momenti musicali ed eventi gourmet, alcuni dei quali sviluppati in collaborazione con Ditta Artigianale, linea di caffetterie specialty fiorentine. Perché Frími non è solo un posto dove dormire, ma dove vivere la città e la dimensione del viaggio in maniera diversa.

“Frími significa free me, in italiano ‘liberami’. Vogliamo dare un’idea diversa dell’accoglienza a chi sceglierà di pernottare qui. Frími è una casa, ma con le comodità di un hotel, è un luogo dove sentirsi liberi e liberare il proprio desiderio di viaggiare, anche con la mente. Il vero lusso è quello di sognare: di essere altrove, di essere qualcun altro, di poter arrivare dove si vuole, con il proprio stile e con i propri tempi. Viaggiando sempre leggeri”, dichiara Viola Villani

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