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I muscoli degli attori, spiegati

Sul numero di maggio di Men’s Journal, una magazine maschile americano, il giornalista e critico cinematografico Logan Hill ha scritto un lungo articolo sulle “trasformazioni” del proprio corpo a cui sono costretti molti attori contemporanei per adattarsi a un ruolo particolare, o anche solo per sperare di ottenerlo: in particolare, di come in moltissimi casi perdere o guadagnare peso e massa muscolare attraverso diete, allenamenti e l’utilizzo di alcune sostanze sia diventato necessario per recitare una parte importante in un grosso film, diventare noti e richiesti. In un passaggio del pezzo, Hill arriva a dire che «al giorno d’oggi gli attori contemporanei passano più tempo in palestra che a fare le prove, e frequentano di più i propri allenatori che i loro registi».

Uno dei primi esempi di questa tendenza, come scrive anche Hill, fu la trasformazione di Brad Pitt – dotato di un fisico tutto sommato “normale” – per recitare la parte di Tyler Durden in Fight Club, nel 1999. La corporatura di Brad Pitt in quel film – muscolosa ma asciutta, non da culturista – è considerata dagli addetti ai lavori un modello.

Un’estesa parte dell’articolo è occupata da un’intervista a Gunnar Peterson, allenatore di molti e celebri attori fra cui Sylvester Stallone e Bruce Willis e più di recente Halle Berry e Matthew McConaughey, che nel 2013 ha perso 15 chili per fare la parte di un malato di AIDS in Dallas Buyers Club e un anno prima era stato muscolosissimo in Magic Mike. Spiega Petersen che «per gli attori l’attenzione al proprio corpo deve diventare uno stile di vita: allenati, mangia, prendi integratori, dormi: il tuo lavoro è questo, fa parte di quello che sei». Petersen racconta inoltre cosa direbbe a un bravo e giovane attore che gli chiedesse un consiglio su come “farcela”: «Gli direi: ah, e così sei molto bello e sai recitare bene? Ora togliti la maglietta. Ah, ecco, forse puoi limitarti a recitare la parte dell’”amico”. Oppure recitare in un film indipendente».

Secondo Petersen, insomma, sempre più film richiedono agli attori la capacità di gestire improvvise “trasformazioni” del proprio corpo: e gli attori che riescono a rientrare il più velocemente possibile entro i parametri fisici di un certo personaggio perché “in forma” vengono molto spesso preferiti a quelli che non lo sono. Hill racconta, per esempio, che Matthew McConaughey ha una quota giornaliera di flessioni da eseguire, e che a volte sfrutta alcuni momenti della giornata – anche le riunioni di lavoro o le partite dei Washington Rkins, la squadra di football americano per cui tifa – per farne alcune, al fine di rispettare il suo programma di allenamento. Hill racconta che «recentemente una grossa produzione è stata ritardata di diverse settimane perché il protagonista ha detto al produttore che ci avrebbe impiegato più tempo del previsto per girare scene a petto nudo». Petersen spiega che «un attore fuori forma può costringere il regista a rifare il casting, a rigirare alcune scene o a usare gli effetti speciali per altre, spesso con costi notevoli. […] E spesso non vale la pena aspettare attori del genere».

La preparazione per un certo ruolo può anche durare mesi: un periodo di tempo nel quale gli sforzi di un attore diventano pari a quelli di «un atleta di alto livello» e che comprendono «allenamento ad altissima intensità, diete molto severe, integratori e stimolatori ormonali». Nel 2006, dopo che uscì il film 300, il preparatore Mark Twight pubblicò sul proprio sito un test che aveva fatto eseguire agli attori che facevano parte del cast – e che interpretavano muscolosissimi guerrieri spartani – alla fine dei tre mesi di allenamento necessari per partecipare alle riprese (durante i quali fra l’altro si allenavano tutti assieme, a petto nudo, per stimolare parallelamente la loro competitività e il loro affiatamento): comprendevano l’eseguire uno dopo l’altro 25 trazioni alla sbarra, 50 sollevamenti da più di 60 chili, 50 flessioni, 50 saltelli per salire e scendere da una pedana, 50 floor wipers (un faticoso esercizio che prevede lo spostamento di entrambe le gambe unite e sollevate da terra a destra e a sinistra del proprio corpo, con la schiena a terra), 50 sollevamenti di un peso da 11 chili con ogni braccio e infine altre 25 trazioni alla sbarra.

Negli anni, inoltre, è cambiato anche il tipo di fisico che definisce un attore “muscoloso”. Il celebre regista Tim Burton ha detto a Hill che «negli anni Ottanta, più grossi erano i muscoli e meglio era: pensate a quell’immagine di Stallone, in Rambo, mentre impugna la mitragliatrice e le vene del suo avambraccio vengono proprio fuori». Negli ultimi anni invece si preferiscono corpi più asciutti, come quello di Brad Pitt in Fight Club, e a questo scopo la necessità fondamentale è perdere grasso corporeo, per far “risaltare” i muscoli già esistenti e sembrare più grossi di quanto in realtà si è. Per fare questo la percentuale di grasso nel proprio corpo deve scendere sotto il 3-4 per cento: una condizione che sarebbe difficile e in certi casi pericolosa da mantenere oltre la durata delle riprese. Matt Damon, per girare Il coraggio della verità nel 1996, perse circa 18 chili senza essere seguito da un medico: aveva vertigini e confusione, e probabilmente perdendo così tanto peso in poco tempo aveva danneggiato le sue ghiandole surrenali (quelle responsabili della produzione di sostanze che contrastano situazioni di stress, come l’adrenalina) e rischiato danni permanenti al proprio sistema cardiaco.

Altri attori che dovettero seguire per diversi mesi speciali attenzioni e rigidi allenamenti furono Halle Berry durante le riprese di Catwoman, La morte può attendere e X-Men e Josh Brolin durante quelle di Oldboy; Berry fu seguita per mesi da Petersen, che racconta di aver vissuto con lei «tutti i giorni, tutto il giorno», e di averle cucinato personalmente «ogni singolo pasto». Brolin invece dovette mettere su 12 chili in dieci giorni e successivamente perderne dieci in tre giorni. Nel caso di singole scene, esiste però qualche trucchetto: Brad Pitt, prima di girare alcune scene di Snatch, faceva 25 flessioni per favorire la circolazione del sangue nei muscoli e sembrare più “pompato”.

Per acquisire la forma fisica richiesta per un ruolo, in realtà, ci sono anche quelle che Hill chiama «scorciatoie»: vale a dire, per esempio, una terapia a base di somatotropina – il cosiddetto “ormone della crescita” – che provoca la crescita e lo sviluppo delle cellule di diversi tessuti, fra le quali però anche quelle tumorali. O ancora gli steroidi, un particolare gruppo di ormoni che induce i muscoli a diventare materialmente più grossi: ne fecero probabilmente uso Mickey Rourke durante le riprese di The Wrestler – all’epoca, a una domanda sull’uso di steroidi, rispose che per entrare nel personaggio dovette «comportarsi come un wrestler» – e Tom Hardy durante quelle di Il cavaliere oscuro – il ritorno. A chi glielo chiese, Hardy rispose ironicamente che per “pomparsi” usò gli Smarties. Queste sostanze sono inoltre diffusissime fra gli stuntman, che vengono selezionati esclusivamente sulla base del proprio fisico.

Secondo Twight, ottenere e mantenere una forma fisica all’altezza degli standard moderni «non è per nulla una esperienza piacevole» e sono necessari «duro lavoro, impegno, autodisciplina e perseveranza. E una consapevole attenzione a tutte queste cose. In questo modo, seguendole, puoi diventare chiunque tu voglia».

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