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Il ballo combatte il diabete?

La risposta breve è no, però ballare fa bene anche ai diabetici. L’attività fisica aiuta a gestire meglio la malattia e migliora lo stato generale di salute, ma esiste un particolare ballo capace di guarire dal diabete

(foto: Jose Jordan/Getty Images)

“Potrei sapere qualcosa di più su questo ballo di gruppo per combattere il diabete?”. Così circola sui social, anonima, la spiazzante domanda di un utente che sembra voler raccogliere informazioni su una sorta di danza magica in grado di sconfiggere il diabete. Anche se, posto in questi termini, in quesito sembra sconfinare oltre i limiti dell’assurdo, in realtà se ne può dare una risposta seria e articolata.

Inserendo su un qualunque motore di ricerca le parole ballo e diabete, infatti, compaiono numerosi risultati anche in italiano, fra cui fonti che fanno riferimento ad associazioni, personale medico e amministratori locali. Che rapporto c’è, allora, tra il ballo e il diabete?

Il ballo come emblema dell’attività fisica

Per tutti, non è certo una novità che l’attività fisica sia un toccasana sotto molteplici punti di vista. Per chi soffre di diabete, in particolare, seguire un programma ad hoc di allenamento è utile per perdere peso (o comunque per non aumentarlo), nonché per tenere sotto controllo i livelli glicemici. Lo sport è stato infatti definito dai diabetologi come “un’arma terapeutica preziosa nel diabete e nell’obesità”, capace nello specifico di ridurre l’insulino-resistenza e di migliorare il controllo glicemico, dato che durante l’attività si consumano zuccheri.

Che si tratti di pallavolo, corsetta, ciclismo o calcetto, in realtà dal punto di vista clinico non fa troppa differenza. Il valore aggiunto di una disciplina come la danza, in questo contesto, è soprattutto di tipo aggregativo ed emozionale. A differenza di altri sport più competitivi o da praticare in solitaria, il ballo ha il vantaggio di essere divertente e praticabile da tutti, indipendentemente dallo stato di forma fisica. Inoltre, è ritenuto capace di generare sensazioni positive anche grazie alla presenza della musica.

Se poi la disciplina specifica siano i balli caraibici, il tango, le coreografie da spiaggia o l’hip hop, è ancora una volta del tutto indifferente. Il punto focale, infatti, sta nell’esecuzione di un’attività fisica di intensità medio-leggera, da praticare idealmente dalle 3 alle 5 volte alla settimana per una mezz’ora circa. Il motivo per cui esistono corsi ed eventi dedicati alla danza per diabetici è che, almeno per una parte della potenziale utenza, un’attività di questo tipo viene percepita come più accessibile e stimolante rispetto a molti altri sport, anche per via del suo potenziale in termini di relazioni sociali.

Come nasce una bufala

Evidentemente, online c’è chi ha del tutto frainteso il senso del promuovere il ballo tra chi soffre di diabete, tanto di tipo 1 quanto di tipo 2. Anzitutto, un primo qui pro quo riguarda il beneficio che si spera di ottenere: non si tratta infatti di guarire, di sconfiggere o di eliminare la malattia, ma più semplicemente di migliorare la qualità della vita del paziente, con l’obiettivo di raggiungere uno stato di maggior benessere psico-fisico. Come ovvio, non si tratta né di una cura per il diabete né di un sostitutivo dei trattamenti farmacologici o delle iniezioni di insulina a cui un diabetico deve sottoporsi.

L’altro aspetto, che come per molte teorie pseudoscientifiche sembra fare riferimento a una sorta di ritualità mistica, è il credere che una tipologia particolare di ballo possa essere quella giusta per i diabetici. Fare riferimento a un “ballo di gruppo”, quando invece si potrebbe trattare anche di un ballo di coppia o al limite anche individuale, e chiedere lumi su quale sia il ballo specifico, indica che l’idea iniziale di svolgere un’attività fisica è stata travisata al punto da diventare quasi una cerimonia scaramantico-religiosa.

Ancora un po’ e arriveremo – almeno nelle imperscrutabili menti di certi frequentatori dei social – a una sorta di danza della pioggia dedicata a chi soffre di iperglicemia. O vedremo sette di diabetici che si riuniscono di notte per intonare canti e praticare danze tribali. Insomma, alla faccia della tecnologia, l’ennesima bufala da cavernicoli da aggiungere a tutti i falsi miti sul diabete.

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