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"Il grande Lucernario": l’approccio olistico per la cura delle persone …

Cerignola . “Primo gesto di prevenzione è mantenere in equilibrio corpo e mente. La prevenzione ci salva la vita. E a me piace portare luce e non il buio. E così ho scelto di raccontare che da un controllo io ho guadagnato dieci anni e mezzo della mia vita”.

Esordisce così Maria Giovanna Luini, scrittrice e medico, divulgatore scientifico, consulente di sceneggiatura, all’incontro di presentazione del suo libro ‘Il grande Lucernario” tenutosi giovedì 25 ottobre presso l’Istituto Tecnico “Dante Alighieri” di Cerignola.

“L’evento, organizzato grazie al contributo di Chiara Castaldi” spiega il dirigente scolastico, Salvatore Mininno “rappresenta uno degli incontri dedicati alla prevenzione contro il cancro rivolta alle donne, e alla persona in senso ampio, voluti dalla comunità scolastica dell’ITET Dante Alighieri che, già sabato 20 ottobre, partecipava alla manifestazione Uniti per la Prevenzione, nel comune di Cerignola”.

Maria Giovanna Luini, un tempo assistente medico personale del famoso chirurgo Umberto Veronesi nella Direzione Scientifica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO), racconta nel libro presentato la storia di un medico, se stessa, che, attraverso il servizio di anni prestato presso un centro di fama internazionale e a seguito dell’esperienza personale della malattia, matura l’idea di quanto sia importante realizzare un approccio olistico nel curare le persone.

Tale visione consiste in una vera e propria attenzione verso la persona colpita da una malattia che tiene conto sia della sua corporeità sia della sfera delle emozioni e dei pensieri.

“Siamo fatti anche di emozioni e pensieri e questi non sono neutrali. Non sono cose che vengono e vanno senza lasciare traccia. Emozioni e pensieri creano nel corpo fisico la produzione dei famosi ormoni neurotrasmettitori, hanno cioè un impatto su di noi. La razionalità è solo una parte di noi, le emozioni svolgono un ruolo importante nella nostra salute. Dobbiamo conoscere quindi noi stessi, attraverso la razionalità ed il mondo che ci circonda certamente, ma anche attraverso quello che sentiamo dentro. Noi ascoltiamo i nostri sentimenti? Le nostre passioni, i nostri talenti? Incontriamo le persone che sono più giuste per noi?

Rispondere a queste domande: in questo consiste la ricerca del nostro equilibrio corpo mente”.

E di solito, sottolinea la scrittrice, il corpo non ci dice mai di fare la cosa sbagliata per noi.

E invece abbiamo perso la capacità di ascoltarci, l’istinto all’ascolto, e ci hanno convinto che l’amore per noi stessi sia egoismo. Ma se ci vogliamo bene, quello non è egoismo, quello è volersi bene. E la persona che si vuole bene affronterà meglio anche la malattia.

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Determinante quindi il costruire un rapporto empatico tra medico e paziente. “La lezione viene da Veronesi e dal mio papà che era medico di base” spiega la scrittrice “e sta nell’amore empatico, ossia il prendersi cura dell’altro. Il problema nella medicina oggi è che parlare di quell’amore lì è come diventato fuori moda. Si cerca la perfezione tecnica perché si pensa che possa sostituire quel sano desiderio di prendersi cura degli altri. Credo invece che l’amore sia in grado di fare tante cose, anche di guarire. Le guarigioni, dicono in Africa, sono prima interiori e poi caso mai riguardano la salute del corpo”.

L’amore empatico si realizza innanzitutto attraverso un atteggiamento di ascolto da parte del medico verso il paziente. Necessario, a tal proposito, diventerà il curare la comunicazione ed il metalinguaggio, il porsi dosando le parole, trasferendole con il giusto tatto, con gentilezza “Non è che si debba essere sempre gentili con tutti, ma mediamente si può fare: quella diventa cura attraverso le parole e di fatto è amore. L’amore è la vera cura sempre. L’amore tiene in vita”.

E i bambini? Quale atteggiamento caratterizza i bambini in esperienze del genere? Come aiutarli?

“I bambini sanno” le parole della Luini alla nostra testata “Anche quando fingono o dichiarano di non sapere. E sono pronti a collaborare, persino i più piccoli. Hanno un istinto che è pronto più di quello degli adulti. Colgono tutto, sono preoccupati per i loro genitori. Assorbono tutto, dai medici, dai genitori ed elaborano”.

Il primo commento del preside Mininno sul testo “Il libro è coinvolgente. Vi emerge un sapere potenziato che viene da una persona che è passata personalmente per la sofferenza. E la visione olistica della persona, il prendersi cura, l’attenzione alla comunicazione e al metalinguaggio” continua Mininno “così come proposti nel libro della Luini, costituiscono elementi necessari tanto nel percorso medico quanto in quello formativo da tenersi nel sistema scolastico”.

La presentazione è stata coordinata e moderata dalle professoresse Lucia Nigro, docente coordinatrice del corso serale del “Dante Alighieri, e Maria Rosaria Mari, docente di Lettere.

Brani estrapolati da “Il grande Lucernario” sono stati letti da alcuni degli studenti presenti all’evento.

Grande interesse, domande e partecipazione sentita sono stati espressi dal pubblico presente in sala.

Daniela Iannuzzi

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