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La Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera" del 17 marzo |

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – La “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” del 17 marzo: una festa civica ancora non adeguatamente divulgata tra i cittadini.  A 158 anni dall’Unita’ d’Italia occorre un’adeguata preparazione in ogni  Comune e Scuola della Repubblica: commentare le parole del presidente sull’Unità e l’impegno per riprendere a crescere.

Si celebra il 17 marzo la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, istituita nel 2012 nella data della proclamazione a Torino, il 17 marzo del 1861, dell’Unità d’Italia.

La Giornata dell’Unità nazionale è stata istituita con la Legge n. 222 del 23 novembre 2012 “Norme sull’acquisizione di conoscenze e competenze in materia di “Cittadinanza e Costituzione” e sull’insegnamento dell’Inno di Mameli nelle Scuole.

Il 7 gennaio scorso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva fatto pervenire questo messaggio per l’annoversario del Tricolore:  «Si celebra oggi il 222° anniversario del Tricolore, simbolo della Patria.   Da Reggio Emilia la nostra bandiera è stata il testimone di tutti gli avvenimenti che hanno segnato il Risorgimento e la conquista dell’Unità d’Italia, sino alla Repubblica. Un cammino distinto da momenti di grande entusiasmo e anche da terribili sofferenze, superate con la tenacia, la caparbietà e l’eroismo di un popolo che non ha mai rinunciato a voler dare ai propri figli un futuro migliore.

Nel Tricolore gli italiani hanno sempre visto riflettersi la loro storia comune. La bandiera è un testimone che viene passato di generazione in generazione per riaffermare i valori della nostra identità in un contesto internazionale che ci vede, raccolti nella comune casa europea, fermi sostenitori della pace e della cooperazione fra le genti.

Al Tricolore guardano con rispetto, animati da sentimenti di onore e lealtà, tutti gli italiani che, in esso e nella Costituzione, si riconoscono concittadini. Viva il Tricolore, viva la Repubblica».

Gli italiani si sono mostrati consapevoli di quel che di meglio abbiamo fatto nella nostra storia, e soprattutto di come siamo riusciti a superare momenti difficili e drammatici grazie a un grande sforzo per superare le divisioni tra noi, per unire le nostre energie e volontà. Così superammo le terribili prove della guerra e del dopoguerra, liberandoci dalla dittatura, dandoci con la Repubblica e la Costituzione regole di libertà e democrazia, ricostruendo l’Italia dalle rovine e facendola diventare uno dei paesi più sviluppati e moderni in Europa e nel mondo.

In relazione alla festa dell’Unità, dai giovani  viene da tempo indirizzato  al resto del paese un segnale chiaro: di impegno per una “cittadinanza attiva.”

In relazione alla festa dell’Unità, dai giovani  viene  da tempo indirizzato  al resto del paese un segnale chiaro: di impegno per una “cittadinanza attiva”, di partecipazione dei ragazzi nel mondo della scuola, con i loro insegnanti come parte attiva del rinnovamento della società civile, che si esprime e si impegna sui temi di rilevanza costituzionale, in una forma di apprendimento ed educazione alle “Virtù pubbliche” di impegno per il Bene Comune, al di la e come reazione ai cattivi esempi che spesso vengono da alcuni personaggi pubblici.

La scuola deve tornare ad essere una “palestra formativa dei valori” per preparare i ragazzi all’impegno nella società.

La scuola deve tornare ad essere una “palestra formativa” per preparare i ragazzi ad affrontare le asperità ed i successi della vita ancorati al bagaglio dei principi costituzionali fondamentali, unitamente agli Enti locali più prossimi ai giovani cittadini: comune e provincia devono promuovere, in collaborazione con le famiglie, la  partecipazione   dei  giovani   alla   vita   politica e amministrativa  locale,  facilitando anche  la conoscenza, da parte dei giovani, dell’attività e delle funzioni dell’ente locale, degli istituti di partecipazione pubblica nelle organizzazioni di volontariato socio-assistenziale in favore di chi ha bisogno.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella : la cultura, più di ogni altro elemento, è ciò che ci accomuna e ci distingue come Nazione, il patrimonio storico di cui siamo eredi, la cultura che vive in tutte le sue espressioni come ricerca e come creazione.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella lo ha ricordato più volte nei  suoi discorsi: “La cultura, più di ogni altro elemento, è ciò che ci accomuna e ci distingue come Nazione, il patrimonio storico di cui siamo eredi, la cultura che vive in tutte le sue espressioni come ricerca e come creazione”.

Emerge oggi tra i cittadini, giovani e meno giovani,  un’irrefrenabile e  spontanea “resistenza civile del Paese” ed una esigenza naturale all’attuazione concreta dei principi costituzionali dell’onestà e buon governo della cosa pubblica, della solidarietà, del merito, del diritto-dovere al lavoro, della tutela dell’ambiente e della qualità della vita, del pagamento delle imposte come dovere civico e non imposizione a cui deve corrispondere da parte di chi amministra scelte oculate, trasparenza delle decisioni e lotta alla corruzione, all’evasione fiscale e alle inefficienze dello Stato.

Mediante un’adeguata preparazione alla Festa dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera che cade il 17 marzo, occorre recuperare le scuole di tutta l’Italia alla funzione naturale di collante democratico. È ora di trasformare le paure in speranza, nell’educazione e nel rispetto della legalità: lavoro, sostegno alle famiglie, partecipazione e democrazia, solidarietà con chi è in difficoltà. Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

Noi pensiamo che sia quanto mai opportuno che il corpo docente di ogni istituto d’istruzione della Repubblica possa fornisca  ai  ragazzi la possibilità  di approfondire e commentare in modo appropriato  il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la giornata del Tricolore , “la nostra bandiera è stata il testimone di tutti gli avvenimenti che hanno segnato il Risorgimento e la conquista dell’Unità d’Italia, sino alla Repubblica. Un cammino distinto da momenti di grande entusiasmo e anche da terribili sofferenze, superate con la tenacia, la caparbietà e l’eroismo di un popolo che non ha mai rinunciato a voler dare ai propri figli un futuro migliore.”

Unità, volontà di riscatto, voglia di fare e stare insieme nell’interesse generale, senza dividerci in fazioni contrapposte su tutto, senza perdere spirito costruttivo e senso di responsabilità.

 

 

 

 

 

 

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