sabato , luglio 20 2019
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L’Anima e il Corpo (Parte II)

“Per ottenere la libertà spirituale le forze
evoluzionistiche da sole
non sono sufficienti. Gli esseri umani si ritrovano in una situazione
difficile consistente in un’esistenza fisica
in cui ignorarono le loro vere origini,
la loro natura essenziale, il loro destino ultimo;
per liberarsi hanno bisogno d’aiuto,
ma devono anche impegnarsi molto.”
Stephan A. Hoeller

Il materialismo o meccanicismo, nato in Grecia dalle idee di Democrito
(460 a.C. – 370 a.C.), permane nella difficoltà di spiegare come sia
possibile che ogni parte e ogni organismo possano conformarsi nel loro
senso specifico, con finalità e scopo, di per se stessi e solo
attraverso processi materiali e secondo il caso e la necessità.
Di certo tutte queste cose da sole non bastano a determinare l’estrema
e stupefacente preordinazione e complessità del mondo fisico.
Il mondo fisico, così come è per qualsiasi altra cosa, oltre la materia
ha bisogno di un’informazione, di un progetto per strutturarsi in un
certo modo.
Ed ecco che l’idealismo, nato dalle idee di Platone (427 -347 a.C.), si
accosta di più alla vera realtà delle cose, in quanto vede il mondo e
ogni sua parte come sgorganti da un’Anima mundi o da un tutt’uno, cioè
da un’informazione immensa, mirabile e fantastica, che struttura ogni
forma vivente e non vivente.
In realtà l’idealismo e il materialismo non sono separati e
contrapposti come sembrano, ma sono le due parti complementari di una
stessa cosa.
In altri termini ciò significa che l’Anima e il Corpo fisico sono la
stessa cosa e il mondo fisico è si materia ma nello stesso istante è
pure immateriale laddove esso scaturisce, tutto per mezzo di
un’interazione complessa tra la parte fisica o la forma e la parte
metafisica o l’informazione.
La sede elettiva di tale complessa e stupefacente interazione è nel
sistema nervoso e nel cervello, per poi confluire l’intero insieme
sotto il coordinamento dell’Ipofisi e soprattutto della ghiandola
Epifisi o Pineale, per così determinare l’effetto fisico specifico
corrispondente.

Figura 1 Anima mundi è un termine
filosofico usato dai Platonici, per indicare la vitalità della Natura
nella sua totalità, come fosse un unico organismo vivente. Simbolo del
principio unificante da cui scaturiscono i singoli organismi e parti
del mondo fisico, i quali pur diversi tra loro come forme e funzioni
individuali, risultano tuttavia connessi tra loro da una tale comune
Anima universale. L’Anima universale cioè la Comunione è ciò che
realmente esiste, in quanto collega con l’Armonia ogni parte a tutte le
altre, che così non sono solo materia, per conto loro o esistenti di
per sé, bensì un tutt’uno organico e funzionale. Possiamo aggiungere
che l’idealismo o l’informazione e il materialismo o la forma sono le
due parti coesistenti, interattive, rotazionali, invertibili,
sinergiche e complementari da cui nasce l’esistenza di ogni cosa.
Figura dipinto Anima mundi di Daniel Mirante.

Ora bisogna dire che il cervello è la parte più alta e sviluppata del
sistema nervoso, ed è la più sofistica e complessa struttura del mondo
vivente e forse dell’Universo.
Esso è un insieme di cellule dette neuroni che in modo vario sono
collegate tra loro.
La trasmissione dell’informazione all’interno del neurone è di tipo
elettrico o tramite potenziale d’azione, mentre tra un neurone e
l’altro avviene tra le sinapsi mediante una sostanza chimica specifica,
chiamata neurotrasmettitore.
Il cervello è racchiuso nella scatola cranica e si compone di due
emisferi allungati divisi da una scissura interemisferica, uniti in
fondo dal corpo calloso.
I due emisferi sono costituiti dalla corteccia cerebrale fatta da
sostanza grigia che avvolge la sottostante struttura di sostanza bianca.
All’interno della sostanza bianca vi sono importanti nuclei di sostanza
grigia quali l’ippocampo, i talami ottici, i nuclei striato e
lenticolare.
La sostanza bianca è la sede anatomica e funzionale in cui giungono le
vie di senso che trasmettono gli impulsi tattili, termici, dolorifici,
eccetera.
Essa è anche la sede anatomica dove si originano tutte le vie nervose
di ritorno, che trasmettono gli impulsi motori alla periferia del
corpo.
Nell’interno di ogni emisfero vi sono pure delle cavità denominate
ventricolo laterale, connesse con un’altra al di sotto del corpo
calloso, impari e mediana, che è il terzo ventricolo.
Il terzo ventricolo è comunicante con l’acquedotto del Silvio al quarto
ventricolo, situato posteriormente.
Tali cavità prendono parte al sistema di conduzione liquorale, la via
attraverso cui circola, nel cervello, il liquido cerebrospinale o
liquor.

Per comprendere bene le funzioni il cervello è diviso in: corteccia
cerebrale, sistema limbico, mesencefalo e tronco dell’encefalo,
cervelletto e midollo spinale.
Il cervello non è uno specchio della realtà che percepiamo, perché
filtra le informazioni che riceve sia dal mondo fisico e sia da quello
metafisico, le elabora, le collega tra loro, in modo da pervenire ad un
determinato risultato finale, che non è la vera realtà ma una sua
soggettiva interpretazione.
Il fulcro di tale interazione complessa e magnifica tra l’Anima, il
pensiero, l’emozione, il sentimento, la volontà e il corpo noi pensiamo
di individuarlo, come suggerito anche da Cartesio, nella ghiandola
Epifisi o Pineale.
Il suo nome epi – fysin che significa sopra la Natura, indica proprio
tale sua caratteristica superiore.
È una ghiandola unica derivata da un’invaginazione del terzo
ventricolo, espressione dell’unitarietà dell’Anima, che venne scoperta
più di 2300 anni fa dallo scienziato alessandrino Erofilo e che nel
1600 Cartesio la definì sede dell’Anima.
Controlla il ritmo biologico circadiano sull’alternanza del giorno e
della notte, del buio e della luce.
Il ritmo circadiano ed altri ritmi, quindi, dipendono da un sistema
interno crono biologico, che si mantiene sincronizzato col ciclo
naturale del giorno e della notte.

Figure 2 Nell’encefalo,
al di sotto del corpo calloso e tra i collicoli superiori, in una
invaginazione del terzo ventricolo, contenente il liquor o liquido
cefalorachidiano, prende forma la ghiandola endocrina Pineale,
piccolissima, a forma di pigna, di 5-9 mm di lunghezza, di 3-6 mm di
larghezza e di 3-5 mm di spessore. La Pineale è la porta sull’Infinito
ed è chiamata anche terzo occhio in quanto è legata alla visione,
tant’è che possiede gli stessi fotorecettori degli occhi. In
riferimento allo stadio evolutivo dell’individuo la ghiandola può
arrivare ad assumere una maggiore grandezza, sino a quella di un occhio
ordinario, ma di norma è molto piccola e nella maggior parte dei casi
si trova in una fase di regressione. Essa è nel diencefalo, collegata
con tutte le strutture encefaliche, ai ventricoli e in particolare
all’ipofisi, all’ipotalamo e al sistema limbico. Nell’adulto pesa di
norma da 100-150 mg. La Pineale è la prima ghiandola che si forma nel
nostro corpo ed è evidente già dalla 3a settimana dal concepimento. È
riccamente vascolarizzata, con un flusso sanguigno di 4 ml/minuto/g,
che per intensità è secondo a quello renale (5ml/minuto/g). In tale
ghiandola si assemblano le beta -carboline strutture a tre anelli
(Pineolina, Armina, Armana, ecc.) e le triptammine, tra le quali la N,N
Dimetiltriptammina, un indolo- alcaloide, derivato del Triptofano. La
Pineolina è un ormone neurotrasmettitore che causa i viaggi astrali con
consapevolezza. La DMT è conosciuta come “molecola di Dio o della
Spiritualità”, è una triptammina psichedelica endogena, analoga
alla Serotonina e Melatonina, presente anche in molte piante
(Ayahuasca) e nel liquido cerebrospinale dell’uomo. È stata
sintetizzata la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske. La DMT
è la più potente droga antidepressiva che è pure prodotta all’interno
del corpo umano e che consente il raggiungimento di stati di coscienza
elevati e dei sogni lucidi. Non è un narcotico in quanto è una sostanza
già presente nel corpo dell’uomo. L’assunzione di circa 50 – 100 mg di
DMT è in grado di produrre effetti allucinogeni nell’uomo, in forma di
allucinazioni vivide, con maggiore nitidezza dei colori, con
alterazione delle percezioni sensitive. L’assunzione orale necessità
dell’abbinamento con le beta-carboline inibitori della Monoammino
Ossidasi Inibitore, in modo da impedirne la sua degradazione nello
stomaco. Secondo vari studi la ghiandola Epifisi o Pineale in piena
attività produrrebbe circa 900 sostanze e vari ormoni.
L’interazione tra res cogitans e res extensa, ossia tra l’Anima
consapevole e il corpo fisico inconsapevole, sfocia quindi nella
produzione nel corpo di molecole mirabili dagli effetti diversi.
Si verifica così che un stato
psicofisico specifico è all’origine della presenza o meno nel sangue e
nei liquidi corporei di determinati molecole, composti e secreti.
In tale contesto la distinzione tra
molecole naturali o di sintesi introdotte nell’organismo è quasi del
tutto irrilevante, poiché entrambe sono gli stessi riguardo gli effetti
fisici e psichici.
Possiamo dire che queste molecole
sono il risultato di un’interazione molto complessa ed articolata tra
la materia del corpo e una materia invisibile o oscura, metafisica.
La materia conosciuta irradia onde
elettromagnetiche e la materia oscura irradia frequenze d’altro tipo e
una luce composta da fotoni pesanti.
All’interno della Pineale ci sono dei
cristalli di idrossiapatite Ca5(PO4)3(OH)
impregnati di Sali di calcio fosforico e di manganese simili a granelli
di sabbia di dimensioni di 2 mm, che in presenza di luce ultravioletta
producono una fluorescenza bianco celeste. Tali cristalli si comportano
come condensatori e trasformatori d’energia capaci di captare onde
cosmiche e di vario tipo con produzione di correnti elettriche. L’Anima
o la Coscienza fin quando si è in vita è sempre interamente connessa
col corpo fisico. Tuttavia quando la Coscienza è in interazione di più
con la corteccia cerebrale si determina lo stato di Veglia e la Pineale
in tale stato secerne in particolare la Serotonina. Invece quando la
Coscienza si ritira dalla corteccia cerebrale per discendere e
rinchiudersi nel cuore la Pineale secerne la Melatonina e così nascono
gli stati di sonno profondo e di sogno. Un esempio della mancata
espressione della Coscienza nel corpo è l’autismo e la demenza senile,
dovuti proprio a un difetto della Pineale. Da Dominio pubblico

Queste conoscenze non sono attuali ed antiche civiltà tra le quali
quella Egizia, avevano già ampiamente studiato ed approfondito la
correlazione tra l’Anima e il Corpo, la loro unitarietà e il ruolo
cruciale e fondamentale della ghiandola pineale in tutto questo.

Figura 3 La civiltà
Egizia nella raffigurazione del simbolo dell’Udajet, dell’occhio che tutto vede o della
Coscienza, ha ben rappresentato le parti anatomiche profonde
dell’encefalo, comprendenti il sistema limbico, avente una struttura in
coppia, con duplicazione di ogni parte in ognuno dei due emisferi. Tale
sistema è legato ai ricordi, alle emozioni e alla mente inconscia per
trasmutare ogni pensiero che ivi giunge in manifestazione. Comprende
l’Ipotalamo, il Talamo, l’Ippocampo e l’Amigdala. In tale parte
profonda dell’encefalo si trovano pure le due importantissime ghiandole
dell’Ipofisi e dell’Epifisi o Pineale, che convertono l’insieme
metafisico, psichico, cognitivo ed emozionale in secreti e sostanze in
modo da poter modellare nel senso specifico l’intero sistema fisico o
organico di ogni individuo. La ghiandola Pineale sovraintende a tutte
le altre ghiandole endocrine dell’organismo. Tutto questo significa che
una volta attivata la ghiandola Pineale e dopo avere imparato a
controllarne l’attività, l’uomo potrà pure stabilire quanto tempo
vivere. Da Dominio pubblico

La ghiandola pineale svolge il suo ruolo centrale di sede dell’Anima
con la sintesi di molecole, molte delle quali ancora sconosciute.
La grande maggioranza delle molecole della Pineale sono eterociclici,
derivati dall’indolo da cui si ha la formazione del triptofano, un
amminoacido fondamentale, che è da considerare il precursore chimico di
quasi tutte le altre molecole di neurotrasmettitori ed ormoni prodotti
dalla ghiandola e presenti nel corpo fisico.

Figura 4 Le principali molecole
prodotte dalla ghiandola Pineale sono Eterociclici, derivati
dall’Indolo. Tale struttura eterociclica è alla base di molecole molto
simili dal punto di vista della conformazione, ma che variando solo in
alcuni gruppi funzionali determinano nel corpo un effetto diverso e
specifico. L’Indolo è stato estratto da diversi fiori tra cui il
Gelsomino. Il derivato più importante dell’indolo è il Triptofano, un
amminoacido. La sua decarbossilazione e successiva ossidazione
biologica in posizione 5 porta alla formazione della Serotonina. La
Serotonina modifica la pressione sanguigna, promuove la peristalsi e
sembra sia coinvolta in fenomeni fisici che avvengono nel cervello.
Molti allucinogeni ricavati dai funghi sacri (Psilocina, Psilocibina,
Bufotenina) e LSD hanno una struttura serotininica, i cui precursori
chimici sono l’indolo e il triptofano.. La Melatonina o
5-metossi-N-acetil-triptammina è un ormone ubiquitario, prodotto sia in
vertebrati che in invertebrati, compresi batteri e protozoi e molte
piante. Essa è stata purificata per la prima volta nel 1958 da Lerner,
ed è il principale secreto della ghiandola Pineale. La ghiandola
Pineale tramite la Melatonina è un trasduttore neuroendocrino della
radiazione luminosa in modo da secernerla durante l’oscurità e favorire
il sonno. La sua secrezione una volta sintetizzata viene immessa
direttamente nel circolo sanguigno con una emivita di circa 20 minuti.
Per esercitare i suoi effetti necessita di un recettore. È una molecola
antiossidante che contrasta l’invecchiamento cellulare con effetti
terapeutici. I triptani () sono molecole simili o triptammine usati in
terapia medica per la cura dell’emicrania e come antinfiammatori in
quanto ostacolano il rilascio di neuropeptidi coinvolti nel processo
infiammatorio neurogenico. Le beta carboline () (Pinolina, Armana,
Armalina, ecc.) hanno una struttura a tre anelli simile alle
triptammine che seguono lo stesso percorso di biosintesi. Sono molecole
che impediscono la degradazione dei neurotrasmettitori ed ormoni della
Pineale e del sistema nervoso. Molte piante, circa 112 specie,
contengono tali sostanze o alcaloidi beta carbolinici, che hanno
effetti allucinogeni, tranquillanti, sedativi e di espansione della
Coscienza.

Ebbene il sistema organico relativo al corpo fisico è molto più
complesso di quanto possiamo immaginare.
Non è solo un sistema composto da materia che si organizza da sé o che
è auto esistente, in quanto la Coscienza, la mente, il pensiero,
l’emozione, il sentimento, ossia l’informazione è il sostrato degli
schemi da cui prende vita l’intero sistema organico, biochimico e
fisiologico.
Possiamo dire che il sistema organico e biochimico di ogni corpo è
rappresentazione fedele dell’interiorità, sia essa conscia e sia essa
inconscia.

Questo delinea una neuropersonalità, cioè un insieme anatomico e
funzionale di comportamenti fisici, emotivi, psicologici mediati da
specifiche reti neuronali la cui modulazione è svolta da specifici
ormoni e neurotrasmettitori, ossia da molecole che in definitiva sono
il riflesso dei pensieri, delle emozioni e dei sentimenti che vi sono
nel proprio animo, inclusi quelli derivati dall’evoluzione globale
compiuta da ogni organismo e da ogni essere nei vari Regni della Natura
(Minerale, Vegetale, Animale, Umano e Divino).
Il cibo, il sesso, il benessere fisico, l’aggressività, la rabbia, la
predazione, la cura della prole, l’attenzione e la concentrazione e
altri stati mentali, sentimentali ed emotivi, evocano in noi e nel
corpo fisico la sintesi di specifiche molecole che sono esattamente
corrispondenti e funzionali a tali pensieri, comportamenti,
processi cognitivi e stati d’animo.

Dalla sintesi di tali ricerche sono stati identificati 8 principali
tipi di sostanze, ormoni e neurotrasmettitori, con un’evidente attività
psicosomatica: serotonina, dopamina, testosterone, cortisolo,
adrelanina, noradrelanina, ossitocina, endorfina.
A questi si aggiungono ulteriori 8 sostanze con minori effetti
psicosomatici: acetilcolina, estrogeni, prolattina, vasopressina,
melatonina, DEHA, GABA e glutammato.
Così come ogni immagine può essere definita nelle sue infinite
sfumature da una serie finita di 7 colori primari, allo stesso modo le
otto principali neuro-personalità, nelle loro infinite interazioni e
interrelazioni, governano la maggior parte dei comportamenti
individuali, interagendo tra loro in infinite sfumature e modalità,
tramite una modulazione che coinvolge la neocorteccia (Area mentale
cognitiva), il cervello mammifero (sistema limbico. Area emotiva ed
affettiva) e il cervello rettile (Area corporea istintiva).
Le neuro – personalità sono i veicoli più antichi e profondi che si
sono conformati nel corso dell’evoluzione, che la Coscienza usa sul
piano fisico.
Ogni individuo è l’insieme di tutto questo e in noi convivono
queste neuro-personalità, che però spesso non sono nell’Armonia.
In genere si ha l’inibizione o l’iperstimolazione di una determinata
personalità, il che genera sempre nell’organismo squilibrio e malattia.

Questo significa che la produzione di neurotrasmettitori ed ormoni
secreti dalle ghiandole endocrine e dalla Pineale riflette esattamente
il nostro mondo interiore e mentale.
In altri termini se la mente prevale su di noi con tutta la sua
ingordigia e i suoi limiti, l’organismo subisce un’alterazione così
profonda che determina alterazioni fisiche ed organiche di ogni tipo e
alla fine la morte, ossia il distacco dell’Anima dal Corpo fisico.
Ma quando nell’inconscio entra l’Amore vero e una certa visione
unitaria dell’Universo, con la consapevolezza dell’esistenza del Sé
trascendentale, si realizza l’elevazione intellettuale, spirituale e
l’espansione della Coscienza.
In questo modo si ha l’accesso nello stato straordinario e mirabile del
Nirvana e dell’Illuminazione, cioè nel 4° stato integrale della vita,
di Coscienza totale, in cui la Veglia, il Sogno e il Sonno sono sempre
nella Coscienza.

In altre parole, il Nirvana è uno stato inimmaginabile, impensabile,
ossia uno stato superiore di Coscienza, laddove l’individuo trascende
il pensiero e il desiderio, per ritrovarsi sempre cosciente, sempre
vivo, nell’armonia, nell’integralità della vita, nella perfezione e
nell’unitarietà di tutte le cose.
Questo perché egli ha raggiunto il dominio di se stesso e dei bisogni
primari, sicché la sua mente diventa infinita, dove il pensiero e il
desiderio svaniscono, perché non sono più necessari.
Ne consegue che il processo del Nirvana, dell’Illuminazione si fondano
sull’interazione nell’armonia tra l’Anima e il Corpo, che confluisce
nella loro fusione totale.
L’Anima o la Coscienza è sempre nel Nirvana, perché essa stessa è la
Luce della Vita Infinita, quella Luce che quando permea interamente il
corpo e la mente li illumina e li trasmuta in un istante nell’Anima
stessa.

In altri termini il Nirvana riguarda il corpo fisico, che a tale stadio
non muore più, perché l’Anima e il corpo formano un’unica cosa, che non
può più conoscere o avere un legame (corda d’argento) e il distacco di
una parte dall’altra.
Si giunge in tale modo nel punto culmine della vita sul piano fisico o
nell’Ascensione, dove la Luce eccelsa dell’Anima irradia con tutto il
suo fulgore la ghiandola Pineale, che così secerne l’Amrita o
l’Ambrosia, il nettare dell’immortalità, che inonda il liquor
cefalorachidiano o l’acqua della vita eterna, che diffondendosi in
tutto l’organismo lo modifica da mortale ad immortale.
Si tratta delle cosiddette nozze mistiche o alchemiche in cui si
realizzano la fusione della dualità illusoria e la formazione del Corpo
di Luce, di un corpo straordinario che è sia fisico e sia metafisico.

Ed ecco che in tale stato superiore della vita dietro ad ogni
neurotrasmettitore ed ormone non vi sono più alcun pensiero, né
desiderio, ma solo la Coscienza cosmica e la Beatitudine, cioè la Vita
Infinita, il che significa che sparisce ogni disarmonia in noi e fuori
di noi, mentre l’Anima e il Corpo si congiungono in modo indissolubile
e permanente, per diventare una cosa sola, cioè un tutt’uno organico,
funzionale ed immortale con l’intero esistente.

Figure 5-6 Achira, Sagù, Canna
fiorifera – Canna indica L. – Cannaceae, pianta originaria dei
Caraibi e dell’America meridionale. Già coltivata in Perù 4500 anni fa.
La sua coltivazione si estende dal livello del mare sino a 2700 m di
altitudine. È favorita da temperature comprese tra 14°C a 27°C e da
precipitazioni annuali comprese tra 500 e 1200 mm. Pianta erbacea
perenne con rizoma carnoso e ramificato. Il rizoma ha incisioni
trasversali che marcano la base squamosa, dalla parte inferiore
emergono delle radici bianche, mentre in quella superiore vi sono
numerose gemme da cui si formano le foglie, l’insieme dei fiori e le
ramificazioni che possono raggiungere 1 – 3 m. Tali ramificazioni danno
vita ad una massa compatta essendo avvolte dalle guaine delle foglie.
Le foglie sono grandi verde o verde violaceo, con piccioli corti e
lamine ellittiche. All’apice delle ramificazioni si forma
un’infiorescenza a grappolo terminale, con fiori che possono essere di
colore rosso o giallo arancio. I frutti sono capsule di forma
ellissoide e globosa. Si coltiva principalmente come pianta
ornamentale. I semi vengono impiegati nella fabbricazione di collane. È
pure pianta alimentare e medicinale. L’amido è facilmente digeribile, e
molte aziende agro – industriali delle zone originarie (Colombia) lo
estraggono dai rizomi anche ai fini della produzione di biscotti di
Canna indica. Il decotto delle radici ha azione diuretica e le foglie
sono cicatrizzanti. Il succo delle foglie è antisettico. Le foglie sono
utilizzate anche per avvolgere il mangiare tipico. È una pianta simbolo
della Vita Infinita, perché non si esaurisce e non smette di vivere,
anche quando interrompe in inverno il suo ciclo vegetativo –
riproduttivo. Vegeta, si riproduce e nello stesso tempo accumula le
forze vitali e l’energia in forma di amido nei rizomi. Cosicché ogni
primavera e per tutta l’estate dai rizomi si formano nuovi getti che
riformano nuovamente le ramificazioni, in un ciclo senza fine dove
nascita e morte non sono altro che i due lati complementari della Vita
Infinita.

Se vogliamo la nostra intelligenza e le nostre capacità ci consentono
di fare questo processo che è poi l’Amore vero.
Quando osserviamo il mondo circostante fatto di un insieme di cose,
quali persone, animali, case, rocce, separati gli uni dagli altri, il
più delle volte crediamo che ogni cosa sia distinta dal resto, perché
ci manca un certo tipo di esperienza.
Ma se sviluppiamo il nostro cuore e la nostra capacità intellettiva,
l’intelligenza e il cuore stessi ci porteranno a comprendere che in
realtà il mondo fisico è un’unità, un solo organismo di cui facciamo
parte.
È un complesso organico e funzionale che è la Verità e quella Verità è
Dio, intesa come Spiritualità ossia come cambiamento della mente da
finita a Infinita.
Il vero scopo di ogni vita nel mondo fisico è proprio questo, nulla di
più.

Ed allora ogni vita non serve per l’accumulo dei beni materiali, di
ogni agio e piacere, in quanto tutte queste cose senza la realizzazione
spirituale sono effimeri e inutili, anzi forieri di creare situazioni e
condizioni di vita ben più infelici e disgraziate.
I riscontri di ciò sono nella nostra esperienza quotidiana e sono
numerosi ed evidenti.

Marcello Castroreale
mcastroreale@alice.it

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