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Lo spirito della tradizione tibetana in mostra al Castello D`Albertis

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Genova – La mostra “Il tesoro della saggezza dei quattro tantra”, inaugurata il 21 ottobre 2016 al castello d’albertis, come un “omaggio” in occasione della visita di due giorni in Italia del Dalai Lama Tenzin Gyatso (guida spirituale della tradizione tibetana), si conclude il 29 gennaio 2017.

Il titolo evoca una delle più importanti opere della cultura tibetana classica, conosciuta anche come “Tantra delle istruzioni segrete sugli otto rami dell’essenza dell’elisir dell’immortalità” che raccoglie e codifica l’essenza dell’arte della conoscenza, gli insegnamenti per la pratica della ricerca spirituale, la visione del corpo e la scienza della salute, secondo la tradizione organizzati ed esposti direttamente dal Buddha Sakyamuni nelle vesti di Bhai?ajyaguru ‘Signore dei Medicamenti’ e poi tramandati nel corso dei secoli ed acquisiti nei diversi lignaggi della tradizione tibetana da maestro a discepolo.

Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni:

“L’arte della conoscenza”
I “temi fondamentali” della tradizione classica del buddhismo, gli insegnamenti originari, la definizione dei termini, l’interpretazione dei contenuti, attraverso la tradizione filosofica e nella pratica religiosa.

“La ricerca spirituale”
Le forme principali della pratica spirituale del buddhismo tibetano, dalla costruzione dei mandala alla musica rituale, dalle regole monastiche alle pratiche devozionali, dalle danze cerimoniali alla preghiera, dalla recitazione dei mantra all’arte della scrittura e della calligrafia.

“La visione del corpo e la scienza della salute”
La descrizione simbolica del mondo e del corpo, nel loro funzionamento e nella relazione con gli ambienti e le emozioni.

“Il linguaggio dei simboli”
La simbologia degli oggetti del culto, delle architetture religiose, degli strumenti cerimoniali, dei colori e delle forme, la complessa ed affascinante iconografia dei dipinti e delle sculture della tradizione tibetana.

La mostra è un viaggio in un mondo filosofico e tradizionale lontano da noi, fatto attraverso sculture, dipinti, xilografie, strumenti musicali, thangka, tabernacoli cerimoniali in legno, argento ed ottone, tavole illustrate, calligrafie, oggetti rituali in bronzo, argento, osso, legno, ceramica e pietre preziose, tessuti, emblemi, pietre cerimoniali con decorazioni calligrafiche incise, tavole lignee intagliate, manoscritti originali dipinti a mano.

Agli oggetti si aggiungono due installazioni d’arte “Om mani padme hum” e “La voce di Buddha” ed una serie di realizzazioni grafiche a cura di Sôsho International.

Inoltre, cinquanta fotografie d’arte di grande impatto estetico, opera di venticinque artisti fotografi da Cina, Giappone, Canada, Argentina, Bielorussia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, Australia, Italia, Olanda, Ukraina, Slovacchia, Corea del Sud e Spagna, accompagnano le opere, presentando aspetti diversi della dimensione culturale e religiosa tibetana, dalla vita monastica alle occasioni cerimoniali, dalle architetture alla composizione dei simboli negli ambienti naturali, dal linguaggio delle forme alle pratiche devozionali.

Domenica 15 gennaio 2017, ore 16, visita guidata gratuita alla mostra a cura del Celso Istituto Studi Orientali.
Costo del biglietto d’ingresso: € 4,50 (ridotto per l’occasione), che include la visita al museo.
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