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Mattia Narducci, da Armani a D&G, il nuovo volto della moda italiana. FOTO

Mattia Narducci, ventiduenne piacentino, un metro e ottantotto di bellezza e fascino, è oggi uno dei modelli più importanti e richiesti, vera promessa del fashion system italiano.
Armani, Dolce Gabbana, Guess, Ermenegildo Zegna, numerosi i brand leader del settore che se lo contendono per le numerose campagne e sfilate.
Occhi azzurri, un fisico statuario e un’eleganza più che mai unica. Narducci con i suoi lineamenti eleganti, morbidi e un po’ squadrati è riuscito a farsi strada in un mondo spesso ritenuto difficile e assai insidioso.
Così giovane e così promettente, ma con i piedi ben saldi per terra. Una dedizione al lavoro e alla costanza tali da proiettarlo verso un successo che, ad oggi, sta già facendo vedere i suoi frutti portandolo a sfilare per i più importanti eventi e appuntamenti del settore.

Partiamo dal primo approccio con la moda, raccontaci i tuoi inizi.

Ho iniziato per caso due anni fa in una piccola agenzia di Milano, è iniziato tutto da lì, i primi clienti,le prime sfilate ma il grande salto di qualità  a livello lavorativo è avvenuto quando ho deciso di cambiare agenzia.

Quali sono i requisiti richiesti, oggi come oggi, per un modello che deve sfilare, tenendo presente l’evoluzione che la sua figura ha avuto nel tempo?

I canoni che sono richiesti oggi per sfilare sono l’altezza, che è sempre la stessa, almeno 187/188 per sfilare. A volte anche 185 ma dipende sempre dai brand e dai casi. Chiaramente per quanto riguarda l’alta moda, i brand di alto livello richiedono altezze maggiori. Fisicamente bisogna cercare di mantenere le forme stabilite in generale per un modello, non bisogna mai essere troppo grossi a livello muscolare e neanche troppo magri. E’ vero però anche che oggi molti brand fanno sfilare gente che è veramente molto alta e pesa 60/65 kg. Dipende dai gusti. I grandi brand come Armani, Dolce Gabbana tendono sempre al modello tradizionale, come icone degli anni ’80 David Gandy o Jason Morgan, tutti i grandi che hanno fatto campagne pubblicitarie di successo. Dipende molto dai brand; varia da genere a genere. Uno come me non potrà mai sfilare per Gucci o Prada se non creano una sfilata ad hoc, perchè cercano molti ragazzi magri  e scheletrici da quel punto di vista. Le misure del corpo rimangono comunque quelle standard, il petto deve misurare 99 cm, spalle 48.

Ogni sfilata e ogni stilista ti vede protagonista in modo differente. Quanto cambia da brand a brand l’approccio col modello?

Con i brand con cui ho avuto modo di collaborare per le sfilate, Armani e Dolce Gabbana, Guess mi sono sempre sentito di famiglia. Amo questi brand, sono stato protagonista di tante sfilate e shooting per loro, ti fanno sentire a casa e importante per loro. E questa è una cosa bellissima. Il lavoro non cambia tanto, chiaramente dipende dalle richieste del cliente, bisogna cercare di immedesimarsi il più possibile con le ideologie del brand. Armani come Dolce Gabbana ti fanno sentire proprio protagonista. Questo perchè sono sempre loro in primis a scegliere i modelli e decidono gli abiti che indossano; non vieni trattato come un oggetto ma come una persona speciale all’interno di una grandissima famiglia e sono in grado di darti consigli preziosi ogni volta. Mi sento proprio a casa quando lavoro con questi brand.
Quando si sfila, è importante per il modello cercare di trasmettere qualcosa e far capire alla gente che ti sta guardando che l’abito è stato scelto e studiato appositamente per te. Devi dare vita all’abito e non essere meccanico. Il concetto di sfilata è molto simile anche per gli altri brand, tutti cercano di darti consigli su come muoverti.

Mattia Narducci Showreel
 

Chi sono i miti a cui ti ispiri?

Ci sono tanti modelli che stimo e con i quali ho avuto il piacere di lavorare. Se dovessi sceglierne due direi  Simon Nessman e Larry Scott.

Come ti mantieni in forma, segui dieta e allenamento specifici?

Mi alleno tutti i giorni, un’ora al giorno. Sia per quanto riguarda l’allenamento che la dieta mi segue un mio caro amico che è campione italiano di men physique Lodovico Patti. Il mio allenamento consiste  nel l’allenare una parte muscolare differente ogni giorno cercando di mantenere la massa muscolare ma di abbassare sempre di più la massa grassa. La dieta è composta principalmente da proteine ed è divisa in 6 piccoli pasti al giorno, pochi carboidrati concentrati sopratutto nel pranzo e nella cena.

A livello psicologico, oltre che fisico, c’è un lavoro preparatorio in vista dello show? Come vivi il momento della sfilata?

Quando, per esempio, la sfilata è verso le 12 o le 14 abbiamo il called time la mattina presto, verso le 7.30/8 del mattino. Ci si ritrova con tutti i modelli, che nel mio caso spesso sono i soliti e c’è una bellissima amicizia. E’ come se fossimo una squadra e questo aiuta nell’attesa. Inizialmente non me lo aspettavo. Partivo un po’ prevenuto e pensavo che la stragrande maggioranza fosse altezzosa e rigida; è vero la competizione ma c’è una bellissima amicizia tra tutti, ci si sostiene a vicenda e ci si diverte insieme. Molti di questi li vedo anche fuori dal contesto lavorativo perché sono persone splendide.
Io prima della sfilata ascolto la musica, sto tranquillo e sereno, e quando è il mio turno di salire sulla passerella cerco di divertirmi, cosa per me fondamentale. In quel minuto e mezzo di sfilata cerco di godermi il momento, perchè sono emozioni che non tornano più e cambiano da sfilata a sfilata.

In una realtà comunicativa dove i social network predominano quanto conta l’utilizzo di questi strumenti per un modello e che orizzonti ti ha aperto?  

I social network sono diventati importantissimi, molta gente guadagna tanti soldi tramite questi. Io cerco di essere attivo il più che posso, ora lo sono molto di più e cerco di mostrare ai miei followers quello che è  realmente questo lavoro, postando foto di backstage e shooting fotografici.

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