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Olimpiadi juniores di Buenos Aires, oro e argento per la ginnasta …

BUENOS AIRES – All’indomani dell’oro nella modalità all around, la lunga e prestigiosa maratona che riunisce tutte le specialità della ginnastica artistica femminile (volteggio, parallele, trave e corpo libero), Giorgia Villa è tornata a competere nelle finali di volteggio e parallele. Di nuovo, la tribuna del Padiglione America del Parco Olimpico Roca, popolata in gran parte da bambine e ragazzine accompagnate dalle madri, ha fatto il tifo soprattutto per lei. Che sorridente, saluta e ringrazia.

Oro nel volteggio con 14.233 punti, davanti all’ungherese Csenge Bacskay (13.933) e alla canadese Emma Spence (13.483). Argento alle parallele per un solo decimo di punto dalla russa Kseniia Klimenko: 14.266 contro 14.166. Un’inezia che per quanto possa bruciare suona comunque a successo, contando che il quoziente di difficoltà dell’esercizio sfoggiato dall’azzurrina è risultato essere superiore a quello della vincitrice (6.000 Villa, 5900 Klimenko). Decimali che pesano quelli dell’esecuzione, dove il 8.366 della russa sorpassa di un niente l’8.166 della giovanissima bergamasca, che lunedì potrà comunque rifarsi nelle finali di trave e corpo libero. 

Quando le si chiede come e perchè abbia cominciato con la ginnastica, Giorgia Villa risponde che è successo un po’ per caso: “a tre anni non stavo mai ferma e mia mamma, stufa, mi ha portato in palestra. Da allora non ho mai smesso”. Dalla scuola di Treviolo, alle porte di Bergamo, alla storica fucina della Brixia Gim di Brescia: la prof Irene Castelli, nata come Giorgia a Ponte San Pietro e Olimpionica a Sidney 2000, accompagna la ragazzina prodigio alla corte di Enrico Casella, direttore tecnico della Nazionale italiana di ginnastica artistica a Pechino 2008 e Rio de Janeiro 2016, nonchè padrino della leggendaria Vanessa Ferrari, la prima azzurra a vincero l’oro in un mondiale, nel 2006. Da sempre, l’idolo di Giorgia.

É l’inizio di un cammino fatto di sudore e sacrifici, ricompensati da una pioggia di medaglie in appena due anni di competizioni ufficiali. Dopo il titolo di campionessa italiana ed europea negli assoluti è così arrivato il primo appuntamento con i cinque cerchi, le Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires, ultima tappa nel mondo degli juniores prima del tuffo defininivo nel mare magnum della categoria senior. Occasione che Giorgia sta sfruttando al massimo e, ciò che più colpisce chi soffre guardandola a bordo pedana, sempre con il sorriso.

Nel pomeriggio invece, il medagliere azzurro si è arricchito di un ulteriore oro (sono 13 per ora, contando i 5 vinti con team internazionali), grazie al fantino bolognese Giacomo Casadei, classe 2002, che in sella a Darna Z ha vinto il jump off di salto ostacoli davanti al binomio degli Emirati Arabi, Almarzooqi in sella a La Corina Lala, e a quello dell’Honduras, composto da Espinosa e Llavaneras Genquina.

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