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OPERA/ Dido and Aeneas a Roma nell allestimento che ha fatto il …

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‘Dido Aeneas’ di Henry Purcell non è una novità per Roma. L’ultima messa in scena risale al giugno 2013 quando venne realizzata alla Palestra Orientale delle Terme di Caracalla con la regia di Chiara Muti. Lo spettacolo che debutta il 14 settembre e si replica sino al 18 è totalmente differente da quello di tre anni fa.

Innanzitutto il luogo. La Palestra Orientale delle Terme è, ad occhio, circa 80 metri quadri su 30, ospita poco più 200 spettatori in uno spazio magico al crepuscolo ed incantevole la notte. Lo spettacolo dura circa un’ora ed è in lingua inglese (perfetta la dizione del protagonista, Jacques Imbrallo). La regia di Chiara Muti, le scene di Mario Torre ed i costumi di Alessandro Lai riproducono uno spettacolo barocco (pensato per essere rappresentato in un “educandato” per ragazze) con tanto di pubblico in parrucca che interviene nell’azione scenica, come indicato dalle belle immagini. 

Con la complicità della semplice scenografia di Mario Torre, una piccola isola rocciosa, racchiusa all’occorrenza da leggeri tendaggi, la regia riusciva a far apparire raccolto e intimo lo  spazio e a dare l’illusione che fosse fatto su misura per l’opera di Purcell, densa di fantasia e invenzione ma è minimalista quanto ai mezzi proprio perché composta per un collegio femminile.

Completamente differente il  Dido Aeneas con cui il Teatro dell’Opera di Roma riapre i battenti dopo la pausa estiva. Regia e coreografia sono curate da Sasha Waltz, in scena la Tanzcompagnie Sasha Waltz Guests. Christopher Moulds dirige l’Akademie für Alte Musik e il Vocalconsort di Berlino. L’allestimento ha le scene di Thomas Schenk e Sasha Waltz, i costumi di Christine Birkle, le luci di Thilo Reuther. L’opera è eseguita nella ricostruzione musicale di Attilio Cremonesi. La produzione ha debuttato, a Berlino circa quattro lustri fa ma da allora ha girato in tutti i maggiori teatri dei cinque continenti, venendo gradualmente affinata. In Italia si è vista una decina di anni fa per due sere a ‘Ferrara Musica’. E’, quindi, spettacolo da non mancare.

Con questo spettacolo torna al Teatro Costanzi l’opera barocca: “È una proposta che abbiamo voluto fare – dichiara il Sovrintendente Carlo Fuortes – per non limitare il repertorio del nostro teatro al grande melodramma fra Sette e Ottocento. Così in passato abbiamo accolto molti lavori contemporanei, e ora questo Dido Aeneas. Sono certo che interesserà i molti appassionati della musica barocca, ma non a caso lo presentiamo nella versione innovativa di Sasha Waltz. Mentre manteniamo un’assoluta fedeltà alla parte musicale, realizzata, con l’uso di strumenti antichi, da un ensemble specializzato in questo repertorio, quello che il pubblico vedrà è una versione straordinaria non solo dal punto di vista coreografico, ma nella realizzazione di uno spettacolo affascinante e molto adatto ai grandi spazi del Costanzi”.

Sasha Waltz, appassionata della musica di Purcell e conquistata dalla figura tragica di Didone, descrive il suo spettacolo come un’unione di “Musica, danza, canto, immagine, teatro. E’ come se in scena tutti gli interpreti creassero un solo, grande corpo, all’interno del quale si sviluppano molti modi di raccontare la stessa storia. La danza, costantemente presente, qui non è mai solo decorativa. E’ un linguaggio che arricchisce sempre di nuove informazioni il contenuto del pezzo”.

Dido Aeneas, capolavoro del Seicento inglese, ha un libretto di Nahum Tate basato sul quarto libro dell’Eneide di Virgilio, nel quale si raccontano le vicende della regina cartaginese e dell’eroe troiano. Henry Purcell (1659-1695) è stato uno dei maggiori protagonisti della musica inglese ed europea in generale. La sua breve esistenza (36 anni, quasi come quella di Mozart), fu ricca di composizioni, tra cui alcune opere: Dido Aeneas, l’unica di stile italiano, è anche la sola che ci è giunta pressoché completa. 

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