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Problemi dermatologici per i bambini in estate: i consigli

Lasciamo i nostri piccoli liberi sulle spiagge, se abbiamo la possibilità di portarli spesso a mare, senza troppe ansie: prendiamo solo delle piccole precauzioni. Attenzione all’alimentazione, soprattutto per i bambini allergici, proteggiamoli dal sole con occhiali e cappello con visiera (evitando le ore più calde), usiamo filtri di alta protezione ed evitiamo i repellenti per le zanzare mentre siamo in spiaggia, perché provocano irritazioni foto-indotte. 

Le infezioni della pelle dei più piccoli non sono rare in estate a causa del clima caldo-umido e a una maggiore esposizione della nostra pelle all’aria aperta. Graffi, piccole ferite e punture d’insetto possono favorire l’attacco di batteri o virus. Disinfettando sempre tempestivamente non ci saranno problemi, a meno che non insorgano sintomi associati come febbre, dolore e prurito. Un’infezione può insorgere anche in seguito ad altri fattori, come l’assunzione di determinati medicinali o l’esposizione al sole in determinate condizioni fisiche. Le infezioni più comuni della pelle hanno origine batterica. Abbiamo già accennato in un precedente servizio all’impetigine: rappresenta il 10% delle infezioni cutanee che si prendono sulla sabbia in determinate condizioni. Ma ci sono tante altre problematiche, come funghi (che si possono diffondere in varie zone del corpo, anche sul cuoio capelluto), verruche cutanee, che interessano chi frequenta luoghi pubblici (piscine e docce). In ogni caso è consigliabile non allarmarsi: sono tutti problemi tipici dei bambini, che possono risolversi senza problemi. Per quanto riguarda i bambini allergici, ricordiamo che mare e montagna fanno benissimo, ma attenzione a portare sempre i farmaci necessari in caso di esplosione del problema. Per tutti i piccoli, allergici e non, valgono i consigli di sempre: “utilizzare filtri ad alta protezione e non esporre i bambini ai raggi solari nelle ore più calde (dalle 11.30 alle 16:30 a seconda delle latitudini e del clima)”. Il sole, che preso con cautela fa molto bene, può provocare l’eritema solare: un’ustione di primo grado, che compare circa sei ore dopo l’esposizione al sole e si manifesta con arrossamento e bollicine nella zona fotoesposta. In questo caso, su consiglio del pediatra, si può applicare una crema al cortisone, come idrocortisone o mometasone furoato, che riduce il grado di ustione. “In generale è consigliabile evitare i repellenti quando si è in spiaggia al sole: il loro uso combinato all’esposizione solare può infatti provocare irritazioni foto-indotte, dovute alla luce solare – spiegano gli esperti del Bambino Gesù- Evitare anche gli antistaminici locali (pomate a base di antistaminico) perché sono fotosensibilizzanti. Non bisogna avere paura, invece, della pomata cortisonica da applicare sulle punture per qualche giorno la sera, a casa. Tenere le unghie dei bambini ben corte evita infine che si infettino grattandosi”. 

LE INFEZIONI PROCURATE DA PUNTURE O MORSI DI ANIMALI 

In questo periodo torna la paura per alcuni virus trasmessi dalle zanzare femmine. Questi tipi di insetti si nutrono del nostro sangue trasmettendo virus o un parassita (nel caso della malaria). In Spagna è allarme rosso per il Virus Chikungunya: sembra che per la prima volta la zanzara tigre abbia infettato gli esseri umani. Nella provincia turistica di Alicante alcuni turisti sono stati infettati dal virus.

Questa estate, tutte le condizioni sono soddisfatte per la trasmissione indigena del virus Chikungunya. Le istituzioni sanitarie tengono alta la guardia. L’effetto urticante della puntura è provocato dalla reazione del nostro corpo che attiva le sue difese contro l’attacco esterno (rilascio di istamina da parte dei mastociti): la zona si arrossa, si gonfia e si scatena il prurito. Il ghiaccio sulla zona colpita può aiutare, come tutta una serie di pomate e sostanze lenitive. I pediatri consigliano di utilizzare i repellenti per prevenire il problema: degli spray (meglio se naturali) capaci di tenere lontani gli insetti. Le zanzare tigre sono le più temute: la loro puntura provoca infezioni che si manifestano con febbre elevata, brividi, mal di testa, dolori articolari e muscolari. In genere, tutto dovrebbe passare senza conseguenze serie, ma in rarissimi casi una puntura di insetto può provocare encefaliti. Ci sono altri tipi di infezione da morso di zanzara molto più gravi, se colpiscono i più piccoli: la Dengue e il virus Zika. In quest’ultimo caso si possono manifestare febbricola, rash cutaneo, congiuntiviti, astenia, dolori muscolari e articolari. Quando i sintomi che si manifestano dopo una puntura sono di tipo influenzale accompagnati da forti dolori, è necessario rivolgersi con urgenza al medico curante. Le zanzare possono trasmettere anche la febbre del Nilo Occidentale. Le zanzare Culex tritaeniorhynchus e Culex vishnui possono, in rari casi, trasmettere un virus che provoca l’encefalite giapponese. 

MEDUSE E TRACINE 

Diverso è il caso delle punture di meduse o tracine (piccoli pesci che possono nascondersi sotto la sabbia, che possiedono raggi spinosi alla cui base sono presenti ghiandole velenose). Le prime producono dolori brucianti, prurito, vesciche o bolle, nel secondo caso arrossamento e gonfiore a causa dagli aculei che iniettano il veleno. La puntura di medusa si cura disinfettando la pelle con acqua di mare e bicarbonato, medicandola col gel a base di cloruro di alluminio. Nel caso di puntura di tracina bisogna mettere il piede sotto la sabbia calda o in acqua bollente (la tossina liberata dagli aculei del pesce è termosensibile: il calore ne riduce l’effetto).


Gaetano Gorgoni

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