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Quando lo yoga diventa “hot” e riscalda (anche) l’anima

Alla scoperta dello hot yoga

Chi lo pratica, lo ama. E non smette più. A Milano – ma inizia a diffondersi quasi ovunque in Italia – impazza il Bikram Yoga, dal nome del suo fondatore, conosciuto ormai più semplicemente come “hot yoga”. Si chiama così per un semplice motivo: i 26 asana da eseguire, gli esercizi dello yoga, si praticano al caldo, in un ambiente riscaldato tra i 35 e i 40 gradi. Inutile dire che i benefici superano la fatica. Ma va anche detto che lo hot yoga è una disciplina da affrontare con consapevolezza perché muoversi all’interno di un ambiente caldo fa aumentare incredibilmente la sudorazione.

I benefici dello hot yoga

Il calore tende non solo a migliorare il tono muscolare, ma favorisce anche l’eliminazione di tossine, riduce la ritenzione idrica, libera il corpo di acqua e sali in eccesso, e permette anche di espellere, in maniera rapida ed indolore, sostanze inquinanti ambientali, nocive per il nostro organismo. L’allenamento si svolge in 90 minuti complessivi. Le calorie che si bruciano? Dalle 400 alle 800 per sessione. «Lo hot yoga serve soprattutto a ossigenare il corpo e quindi a eliminare con il tempo ansia e stress provocando una sensazione piacevole di benessere», assicura Antonio Spera, 46 anni, tra i primi istruttori di yoga italiani a portare questa disciplina “calda” nel nostro Paese.

Quando lo yoga ti cambia la vita

Dieci anni fa, Spera era l’amministratore delegato di una conosciuta multinazionale. Ha frequentato una lezione di yoga e poco a poco, sentendosi sempre più rigenerato, ha iniziato ad appassionarsi all’attività. Arrivando a mollare tutto e a girare il mondo per specializzarsi. Oggi la sua palestra in corso Buenos Aires, a Milano, è diventata una comunità. «Mi piace l’idea che chi frequenta il nostro centro si senta parte di uno spazio condiviso; negli anni ho visto decine di persone cambiare vita trovando dentro se stesse il coraggio di ribaltare gli schemi».

La stufa interiore

Per le sue lezioni Antonio Spera si avvale di una stufa a pellet che irradia calore senza “inquinare”, essendo una delle fonti di riscaldamento più ecologiche del momento. «Tra gli effetti dello yoga al caldo c’è anche quello disintossicare l’organismo attraverso quella che nall’ayurveda chiamiamo la “stufa interiore”», spiega. «Tutto quello che immettiamo nel corpo genera scorie. Con la nostra pratica si bruciano proprio queste tossine. Bruciare “il fuoco dentro” serve allora a stimolare il metabolismo e di conseguenza a elaborare meglio il resto della nostra vita».

Le ricerche scientifiche

Uno studio della Texas State University ha rilevato scientificamente i benefici dello hot yoga. L’indagine ha visto due gruppi di persone tra i 40 e i 60 anni frequentare lezioni per tre volte alla settimana per quattro mesi, una parte al caldo, e l’altra a temperatura ambiente. I ricercatori hanno rilevato che la salute del cuore è migliorata significativamente in “entrambi” i gruppi. In particolare, chi ha sudato molto ha avuto una maggiore riduzione del grasso corporeo rispetto a chi praticava a temperatura ambiente. Migliorati anche il colesterolo totale e il colesterolo “cattivo”. Risultato: chi ha il fuoco dentro “brucia” di più. «Dico sempre ai miei allievi che sono un vecchio saggio di 357 anni», scherza Spera. «Lo yoga rende immortali.»

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