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Rugby, parla il ct dell’Italia O’ Shea: "Firenze, un luogo speciale …

Firenze, 15 settembre 2017 – A Firenze (dove, altrimenti?) per un corso intensivo di lingua italiana, Conor O’Shea, il primo irlandese, dal maggio dell’anno scorso, ad allenare l’Italrugby, parla in esclusiva a La Nazione in vista dei tre test match autunnali tra cui quello fiorentino contro l’Argentina del 18 novembre.

Un’amichevole di metà agosto dei Medicei ha richiamato 800 persone, numeri considerevoli da queste parti.

“Ho cenato con il presidente Lucibello e l’allenatore Presutti, sono molto ambiziosi per il rugby in questa città. Firenze è un posto speciale dove giocare essendo per me una delle città più belle che abbia visto. It’s amazing (stupefacente). Ogni giro che faccio, scopro qualcosa di unico”.

Proprio a Firenze lo scorso novembre la sua Nazionale ottenne una vittoria storica contro il Sudafrica. A distanza di un anno l’Italia rigiocherà in quello stadio, nel secondo dei tre test (il primo l’11 novembre a Catania contro le Fiji e l’ultimo il 25 a Padova contro il Sudafrica).

Firenze è una città incredibile che porto nella memoria per quella vittoria. Contro l’Argentina speriamo nello stesso risultato e sostegno perché mia moglie mi ha raccontato che dieci minuti dopo la fine della partita ancora tutti i tifosi cantavano. Sto ancora pensando a quel giorno, speciale per la mia carriera. Nel nostro futuro avremo altre prestazioni così”.

Dopo quel successo si aspettava qualcosa di più?

“Molto dura durante il Sei Nazioni. Nel tour estivo senza la giusta preparazione contro la Scozia a Singapore è stato difficile, ma contro le Fiji abbiamo perso 22 – 19 per un drop all’ultimo minuto e contro l’Australia eravamo 28-27 al 76’. Se ripenso poi alla partita contro l’Inghilterra al 68’ eravamo sotto 17-15 per cui credo che abbiamo potenziale e abilità per essere competitivi ma ci vuole un grande cambiamento del nostro allenamento fisico e di mentalità. Molti dicono che l’Italia non è buona ma dobbiamo cambiare questa storia. Non sono stupido, so che in questo momento la struttura di squadre come l’Irlanda o l’Inghilterra è migliore della nostra ma un giorno potremo vincere contro di loro se non sono al meglio. Se avessi una bacchetta magica cambierei subito ma non è così facile”.

In Toscana è molto popolare Edoardo “Ugo” Gori, capitano nella prima partita del tour estivo contro la Scozia.

“Ugo, Violi e Tebaldi sapevano prima del tour che avrebbero giocato una partita a testa. Ugo è stato il mio capitano nel primo tour contro Stati Uniti, Argentina e Canada, lui è anche un bravo ragazzo, ma dobbiamo avere più opzioni in ogni ruolo. Per questo l’avvicendamento dei tre diversi mediani di mischia era una decisione già presa prima e non è stata una bocciatura”.

Quanto tempo ci vorrà per un’Italia competitiva?

“Vedremo alla Coppa del Mondo tra due anni in Giappone e prima ancora al Sei Nazioni. Ho visto dei buoni giovani under 20, dobbiamo trovare il sistema di unirli ai giocatori di esperienza. Sono molto contento adesso di vedere le prestazioni di Licata delle Fiamme Oro, Marco Riccioni nonostante l’infortunio al ginocchio adesso al Treviso, Simone Ferrari. Stiamo costruendo un buon gruppo non solo per il breve ma per il lungo termine. Sono sempre positivo, per me il bicchiere è mezzo pieno. Sono montagne russe perché giochiamo quasi sempre contro squadre in questo momento a un livello più alto del nostro. Con Eccellenza e franchigie abbiamo il nostro scheletro, dobbiamo aggiungerci carne. La strada è lunga e difficile ma è quella giusta. Vogliamo diventare la migliore Italia nella storia”. 

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