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San Marco in Lamis. “Libera”, riferimento bis?

Presidio di Libera, anche a San Marco in Lamis. Tanto sull’esempio di altri centri della Capitanata. Se ne parlerà con dovizia di argomentazione e di approfondimento in un convegno sul tema in programma, Martedì 23 Aprile, alle ore 18.30 presso il Cinema Comunale “F. De Robertis”.

Ovviamente l’idea non è peregrina ma prende corpo subito dopo l’uccisione dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani, freddati dalla mafia, come noto, il 9 agosto 2017, mentre erano intenti a coltivare i loro campi, ubicati nei pressi della stazione di San Marco Scalo.  E questo per aver assistito involontariamente all’omicidio di un mafioso, effettuato a vista, pochi istanti prima dagli stessi sparatori, forse per un regolamento di conti.

A promuoverne la costituzione ci ha pensato la stessa direzione provinciale del sodalizio, rappresentata da Sasy Spinelli e Daniela Marcone, rispettivamente, coordinatrice provinciale e vice presidente nazionale di Libera. Il tutto nasce su sollecitazione degli stessi famigliari delle vittime, da tempo sul campo, impegnati a mantenere vivo ed integro il ricordo dei loro cari. All’incontro interverranno, oltre alla Marconi, il coordinatore regionale dell’associazione in parola, Mario Dabbicco.

A conclusione, i soci fondatori, unitamente ai familiari delle vittime prima nominata, presenteranno il patto di presidio. Dopo di che si provvederà ad eleggere il primo referente cittadino del neonato organismo associativo. Ovviamente saliranno in cattedra, per porgere i saluti di rito e dire la loro, gli amministratori comunali delegati, a cominciare dal sindaco Michele Merla e il resto delle autorità, nonché i rappresentanti delle associazioni interessate. Il presidio sarà intitolato e dedicato ai due scomparsi.

A permeare ogni iniziativa sarà lo scopo stesso perseguito dallo Statuto e dall’atto costitutivo, che  recita: L’associazione punta a «Promuovere e praticare i diritti di cittadinanza, la cultura della legalità democratica, la giustizia sociale, la pace, la solidarietà, l’ambiente; valorizzare la memoria delle vittime di mafie e di ogni altra violenza e non dimenticare chi si è impegnato a costruire giustizia; contrastare secondo i principi della non violenza, la diffusione delle illegalità e il dominio mafioso del territorio».

La presenza dell’associazione Libera sul territorio non è, comunque, casuale, ma viene da lontano. Infatti, si fa viva a San Marco, già alla fine degli anni ‘2000, allorché l’allora sindaco Michele Galante (primo cittadino per la seconda volta nel quadriennio 1997 – 2001), pensò bene di promuovere un convegno di taratura nazionale sull’antimafia. Tanto forse sulla scia del suo libro, dato alle stampe alcuni anni prima “Criminalità e illegalità in Capitanata” (Modugno, 1992). Durò alcuni giorni. Qui tennero lezione sul tema dell’antimafia, esponenti di primo piano del Gotha nazionale, appartenenti sia al mondo della Magistratura, sia a quello associazionistico.

Tra l’altro, don Luigi Ciotti presidente nazionale di Libera (oltre al responsabile pugliese), Pier Luigi Vigna, procuratore nazionale dell’antimafia e tanti altri. In massima parte gli stessi conferirono nel Cortile della Palestra “Balilla”, stracolmo di pubblico come non mai. Gli illustri ospiti alloggiarono presso il Convento Santuario “Maria SS. di Stignano”, assistiti dall’insegnante Maria Belardinelli, antica badante di Padre Gerardo Di Lorenzo, nota col nome di ‘Signorina’ e dagli altri curatori della struttura. Chi scrive era un assiduo frequentatore. Il magistrato Vigna, forse per ammazzare il tempo, forse per simpatia, fu visto spesso, durante il suo soggiorno, impegnato a giocherellare con Angelo, il ragazzo diversamente abile, che qui era di casa fin dalla nascita. Tale atteggiamento di straripante umanità, non appena se ne diffuse la notizia, oltre ad essere assai apprezzato generò stupore tra la gente comune, abituata com’era ad essere considerata e guardata spesso dall’alto in basso dai loro comandanti. (AntDV)

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