martedì , dicembre 11 2018
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“Solo un mal di schiena”. E invece è una patologia che può rovinare la vita

Può sembrare un semplice mal di schiena, un fastidio passeggero che capita a tutti qualche volta nella vita, un disturbo che, come racconta un giovane paziente, all’inizio non desta preoccupazione: «Mi svegliavo con un costante dolore alla schiena e una rigidità diffusa. Passavano diversi minuti prima di potermi muovere normalmente. Anche di giorno mi sentivo dolorante, soprattutto dopo essere stato fermo per un po’. Ho visto diversi medici, sono passati mesi che sono diventati anni senza avere una diagnosi chiara; avevo la spondilite anchilosante». Di questa malattia, che colpisce l’1% circa della popolazione e insorge tipicamente nei giovani dai 25 anni in poi, discuteranno medici ed esperti in un incontro promosso da Novartis oggi alle 18 al centro congressi dell’Unione Industriale di via Vela 17. All’evento, che vede come partner anche «La Stampa», si approfondirà la conoscenza di questa malattia infiammatoria dolorosa e progressivamente debilitante, il cui principale sintomo è la lombalgia. Tra i relatori, Antonella Celano, presidente Apmar, Aurora Ianniello, reumatologa dell’Asl di Novara, Mario Giaccone, presidente Fofi Torino. Modera Federico Mereta.  

 

Il suo impatto

La spondilite anchilosante non è da prendere sotto gamba perché il suo impatto sulla vita può essere notevole: in genere, incide sensibilmente sul movimento della colonna vertebrale, compromettendo la funzionalità fisica e la qualità di vita. Nel 70% dei pazienti che sviluppano una grave forma di SA, nell’arco di 10-15 anni si verifica anche la fusione vertebrale (unione delle ossa), che riduce significativamente la mobilità. Ma, oltre all’importanza di una corretta diagnosi, ci sono anche accorgimenti e azioni che possono aiutare i malati: «Yoga, Tai chi, Pilates, Nordic Walking sono alcuni esempi di attività fisica facilmente praticabili e di grande aiuto ai pazienti che contribuiscono a migliorare il benessere complessivo delle persone con malattie croniche – spiega Antonella Celano, Presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare -. Iniziative come queste possono contribuire non solo ad aumentare il livello di informazione sulla patologia e mantenere alto il livello di attenzione di opinione pubblica e Istituzioni ma anche a fornire strumenti pratici e utili per migliorare la qualità di vita per chi ne soffre». 

«Ascoltare le esigenze dei pazienti, comprendere i loro problemi e intervenire per contribuire a risolverli è la ragion d’essere di Novartis – afferma Angela Bianchi, Head of Communications, Patient Advocacy Public Affairs Novartis, che promuove l’incontro -. Il nostro è un impegno che si sviluppa a ogni livello, dalla ricerca scientifica all’informazione e sensibilizzazione del più vasto pubblico, per migliorare le conoscenze su determinate patologie, come la spondilite anchilosante, e incoraggiarne la cura». Ed è proprio da qui, dall’informazione intorno a questa malattia poco conosciuta, che può partire anche la strada per affrontarla.  

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