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The Handmaid’s Tale 3: la terza stagione raccontata da Kira Snyder

NEW YORK – The Handmaid’s Tale è arrivato alla terza stagione. Il mondo creato da Margaret Atwood nel romanzo del 1985, Il racconto dell’ancella, continua a mostrarsi in tutta la sua indecifrabile violenza. A farne le spese, le donne, spogliate di tutti i loro diritti e costrette a vivere di servitù in una società patriarcale. Un incubo? Certamente. Soprattutto perché in questo nuovo capitolo della serie Hulu ideata da Bruce Miller ciò che viene considerato peccato o crimine cambia definizione costantemente. Lo ha spiegato la produttrice esecutiva Kira Snyder, durante la conferenza di presentazione dello show a New York.

Un murales dedicato a Elisabeth Moss

La Repubblica di Gilead, quindi, continua ad essere popolata da categorie sociali precise: le Zie, le Economogli, le Marta e, naturalmente, le Ancelle, assegnate dal governo in base ai precedenti “peccati” di una donna. Dov’eravamo rimasti? Il secondo finale di stagione ha fatto luce su quanto fossero profonde le restrizioni contro le donne sotto il regime, con una giovane Economoglie, Eden, condannata a morte per infedeltà, e le mogli che si radunano per protestare contro la società che non concede loro il diritto leggere la Scrittura. «Quando le donne fertili diventano una scarsa risorsa, Gilead è disposta a riscrivere le regole e creare peccato dove peccato non c’è» ha detto la Snyder, che si è poi soffermata a raccontare dei dettagli inediti dietro ognuna delle fazioni femminili di Gilead.

Yvonne Strahovsky è Serena

LE MOGLI – Sono donne sterili con il compito di espandere la popolazione di Gilead con l’aiuto di una ancella assegnatagli. Fedelmente dietro – e non vicino a – i loro mariti classificati come comandanti. La loro infertilità, tuttavia, non è sempre confermata. Nel caso di Serena e del Comandante Waterford, è implicito che sia Fred quello incapace a riprodursi. Tuttavia, il loro status finanziario nella società pre-Gilead ha permesso loro di mantenere un certo livello di agiatezza. Essere moglie, quindi, vuol dire avere un ruolo importante nella famiglia, soprattutto durante la Cerimonia, uno “stupro ritualizzato” in cui le mogli tengono ferme le braccia della loro ancella. Visivamente opposte alle Ancelle rosse, esse possono indossare solo sfumature di colore blu, in quanto donne pure. Devote, ma desiderose di avere un ruolo attivo nelle decisioni del governo, alcune mogli si trovano a vivere una situazione di crisi.

Un primissimo piano di Elisabeth Moss

LE ANCELLE – Le figure femminili più dolorose e potenti del racconto. Strappate dalle loro precedenti vite dagli Occhi, membri del gruppo che opera per scovare i ribelli per conto del governo, le ancelle sono donne fertili assegnate alle famiglie delle mogli e dei comandanti d’élite. Il loro unico dovere è partorire bambini. Proprio per questo vengono violentate dai comandanti durante le ripetute cerimonie, tenute con l’intento del concepimento. «L’ancella e il bambino sono risorse statali molto, molto preziose», ha osservato Snyder. Queste donne dal mantello rosso, considerate delle peccatrici, sono obbligate a vivere in un sistema di abuso fisico ed emotivo, portato avanti dalle loro custodi, le zie. Completamente spogliate delle loro identità, assumono un soprannome che riflette il loro status di proprietà degli uomini che servono. Ad esempio, June, interpretata da Elisabeth Moss, è conosciuta come Difred (ossia “di proprietà di Fred”) mentre è al servizio di Gilead.

Ann Dowd in una scena del primo episodio di The Handmaid’s Tale

LE ZIE – Istruttrici, accompagnatrici e tutori delle donne di Gilead, le zie sono considerate di altissimo livello. Le loro responsabilità comprendono l’allenamento e il mantenimento della disciplina e della salute della popolazione femminile. Zia Lydia (Ann Dowd) si classifica come leader di questa fazione, dedicando la vita assicurandosi affinché le sue ragazze abbiano successo nel concepire. Sono fedeli, hanno di solito passato l’età fertile, ma il ruolo non è affatto precluso ad una giovane donna che volesse seguire le rigide linee guida della moralità di Gilead. Data l’importanza del loro compito, gli è permesso fare qualcosa proibito a tutte le altre donne: leggere.

Sydney Sweeney assieme a Joseph Fiennes e Yvonne Strahovski

LE ECONOMOGLI – Sono donne sposate, ma non fertili. Possono restare al fianco dei loro mariti e figli di basso rango. La loro è una vita incentrata sulla religione. Tuttavia, come mostrato nella seconda stagione, possono diventare ancelle per i peccati commessi dai loro mariti. I membri più giovani di Gilead finiranno per diventare Economogli o Mogli, purché rimangano fertili e fedeli. Si sposeranno, giovanissime, con uomini della classe operaia. Eden (Sydney Sweeney), quindicenne assegnata all’autista del comandante Waterford, Nick Blane (Max Minghella), è stata la prima Economoglie che abbiamo conosciuto. La giovane sposa viene presentata come una fedele seguace di Dio convinta che il suo unico scopo sia quello di partorire bambini per la società. «Questo modo di pensare diventa normale», ha spiegato la Snyder, ma non mette al riparo da conseguenze tragiche.

Un primo piano di Alexis Bledel

LE NONDONNE –  Sono le figure di rango più basso di Gilead, costrette a lavorare nelle Colonie, ovvero campi avvelenati con sostanze chimiche tossiche. «Sono state private di ciò che Gilead pensa sia importante per essere una donna. Sono spogliate di qualsiasi precedente identità. Ed è un destino che può capitare a tutte» ha aggiunto la Snyder. La vita nelle Colonie è vista come la più alta forma di punizione per coloro che peccano sotto l’Occhio. Se non vengono giustiziate, le donne di qualsiasi rango che disubbidiscono – anche le mogli – lavorano fino a quando il veleno alla fine non le intossicherà definitivamente.

Samira Wiley è Moira

LE MARTA E LE GEZEBELE – Le Marta sono considerate di livello più alto rispetto alle ancelle e sono assegnate ai comandanti come domestiche. Fondamentali nella resistenza, hanno aiutato ad organizzare la fuga di June da Waterford nel finale della seconda stagione. Padroneggiano una grande rete di comunicazione, consentendo lo scambio segreto di merci, informazioni e, a volte, persone. Alle donne che si rifiutano di seguire gli insegnamenti di Gilead può essere offerta la possibilità di scontare la propria vita come Gezebele, o lavoratrici del sesso, in una zona esclusivamente maschile di Gilead. Coloro che rifiutano vengono inviate nelle Colonie.

Qui potete vedere il trailer della terza stagione di The Handmaid’s Tale

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