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Yara Gambirasio ultime notizie: rivelazione scioccante di Massimo Bossetti

La condanna all’ergastolo

Il muratore di Mapello viene condannato, in tutti e tre i gradi di giudizio, all’ergastolo. La Corte di Cassazione, nell’emettere la sentenza definitiva, non ha avuto dubbi: è stato Bossetti ad uccidere Yara Gambirasio. Il carpentiere bergamasco “dopo aver prelevato la ragazza e averla stordita, l’ha trasportata nel campo di Chignolo d’Isola” si legge nella sentenza. “I tempi del prelevamento della vittima, del suo trasbordo sul campo di Chignolo e del ritorno a casa dell’imputato sono stati giudicati compatibili con il rilevato orario di rientro a casa alle ore 20-20,15″. Orario che si desume dalle dichiarazioni della coniuge. 

Tra gli indizi valorizzati nel processo contro Bossetti, i Supremi Giudici ricordano “la presenza di calce nelle lesioni” rilevate sul corpo della vittima, dovuta, secondo gli inquirenti, all’”arma da taglio sporca di calce”; la presenza del 48enne, il pomeriggio della scomparsa di Yara, “in località prossima al Centro sportivo” con il “telefono spento” e “a bordo del suo autocarro“, mentre egli “mai era stato in grado o aveva voluto riferire alla moglie, ai cognati e agli altri familiari cosa avesse fatto quel pomeriggio e quella sera“. Bossetti “è passato e ripassato davanti alla palestra del centro sportivo – si legge nella sentenza – proprio in perfetta coincidenza con l’uscita della ragazza”.

Il Dna, la prova regina

Per quanto riguarda il Dna, la Corte ha rilevato la piena coincidenza tra il profilo genetico catalogato come “Ignoto 1“, rinvenuto sulle mutandine della ginnasta, e quelle di Bossetti. L’evidenza scientifica, frutto di “numerose e varie analisi biologiche effettuate da diversi laboratori”, ha “valore di prova piena“. “La probabilità di individuare un altro soggetto con lo stesso profilo genotipico equivale a un soggetto ogni 3.700 miliardi di miliardi di miliardi di individui“. Nonostante la condanna, il 48enne continua, tutt’oggi, a dichiarare la sua innocenza e il suo avvocato, Claudio Salvagni, ha annunciato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo.

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